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Cofanetto/Scrigno portagioie appartenuto alla Famiglia Strozzi, circa 1680

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Cofanetto o scrigno portagioie di forma detta a “sarcofago”, completamente realizzato in ferro acciaioso forgiato e battuto a mano, appartenuto alla Famiglia Strozzi di Firenze, databile tra il 1650 ed il 1670.
La sua base, di forma rettangolare ad angoli scantonati, è sostenuta da quattro semisfere al cui interno sono ribattuti piccoli coni metallici rovesciati a formare i piedini d'appoggio.
Al centro di ognuna delle quattro facciate che compongono parte dello scrigno sono presenti, incastonate all'interno di finissime cornici intagliate, delle antiche piastrelle in marmo colorato pregiato. Altresì intorno ad esse, realizzate come in un ricamo certosino, delle minuscole cornici composte da tralci, fiori e foglie forgiate, sono sapientemente intagliate, sbalzate ed intrecciate fra loro e fissate infine mediante chiodatura a caldo.
Il coperchio a piramide tronca, è fissato alla base tramite cerniera ed è composto da cinque facciate, quattro delle quali aventi un ampio sguscio rastremato verso la cima di forma piatta rettangolare sormontata da un magnifico fiore realizzato in micro scultura. Su due di queste facciate (le più grandi) sono stati magistralmente realizzati e applicati, rispettivamente lo stemma gentilizio della famiglia Strozzi, composto da tre mezze lune, ed il blasone della città di Firenze: il Giglio. I due blasoni, così come i rametti con fiori e foglie posti a formare il pregevole contorno, sono forgiati, scolpiti, intagliati e sbalzati a mano.
I blasoni presenti sul cofanetto lo pongono come oggetto appartenuto a qualche membro della famiglia Strozzi di Firenze il quale lo fece realizzare da uno dei più abili ed illustri maestri dell'arte fabbrile fiorentina, in un epoca compresa tra il 1650 ed il 1670.
Le sue dimensioni sono:
Larghezza: 21cm
Profondità: 15 cm
Altezza: 20 cm
Peso: 2188 gr. circa
Straordinario cofanetto di eccezionale valore storico e finissima lavorazione del periodo Barocco Fiorentino.

La Famiglia Strozzi:
Quella degli Strozzi è una delle più importanti e antiche famiglie di Firenze. Grazie all'attività finanziaria divenne molto ricca, per alcuni periodi documentati la più ricca della città, e con l'apertura di numerose filiali bancarie in tutta Europa i suoi discendenti si sparsero un po' dappertutto, acquisendo fama e fortuna in Italia e all'estero. A differenza di altre famiglie, gli Strozzi non ebbero molti uomini di chiesa, con solo un cardinale, Lorenzo Strozzi, ma si distinsero invece per i banchieri, gli uomini politici e i numerosissimi condottieri militari di valore. Fino ad oggi si possono contare una dozzina di rami patrizi diversi, vissuti in varie città italiane.
Nel XIII° secolo la famiglia ebbe Firenze come centro di prima origine, con un capostipite storicamente accertato ma dalla biografia quasi leggendaria di nome Strozza Strozzi, che ebbe cinque figli principali, ciascuno dei quali decise, di prendere una sua strada diversa operando per proprio conto, dando origine a una vera e propria diaspora.
Il primo esponente della famiglia di rilievo politico è Ubertino Strozzi, figlio di Rosso. Egli fu tra i protagonisti della riforma dell'amministrazione repubblicana dopo la cacciata dei ghibellini da Firenze, stabilendo, tra l'altro, che chiunque volesse esercitare un'attività dovesse essere iscritto ad una delle corporazioni delle Arti, estromettendo quindi la nobiltà feudale dall'esercizio delle professioni e favorendo la corsa al potere del ceto dei mercanti, che proprio in quegli anni tessevano le loro trame per quegli straordinari casi di ascesa sociale che si sarebbero manifestati a partire dal secolo seguente. La famiglia risiedeva nella Torre degli Strozzi e negli edifici adiacenti, che ancora oggi si trovano in Via Monalda. 
Fu soprattutto l'attività bancaria di altissima importanza che permise alla famiglia di costruire una solida base economica dalla quale poi derivarono gli incarichi e gli onori, i titoli nobiliari e il mecenatismo. Il Banco Strozzi, tra i principale della città già dal primo Quattrocento, prestava denaro a papi e re ed aveva filiali in tutta Europa: Francia, Spagna, Fiandre, oltre a un banco nelle principali corti italiane: Roma, Napoli, Ferrara, Venezia, eccetera. Almeno fino al Quattrocento gli Strozzi erano di gran lunga la famiglia più ricca di Firenze. A suffragio della stima delle ricchezze esiste il registro di una tassazione chiamata prestanza, un prestito forzoso richiesto a tutte le famiglie della città nel 1343: se i Medici vennero tassati per esempio di 304 fiorini, gli Strozzi ne dovettero sborsare ben 2.063.
In ogni città gli Strozzi facevano costruire lussuose residenze che avevano scopi anche di rappresentanza verso la loro illustre clientela, ed erano ben allenati in quella palestra di banchieri che era la spietata concorrenza di Firenze. In tutto gli Strozzi diedero alla città di Firenze 93 priori e sedici Gonfalonieri di Giustizia.
Palla Strozzi fu un fine letterato, filologo e filosofo, collezionista di libri rari e conoscitore del greco e del latino. Già avanti negli anni si trovò infine allo scontro frontale contro Cosimo de' Medici, l'uomo che si era preso tutto il potere cittadino e davanti al quale solo due strade erano possibili: allearcisi accettando un ruolo da subordinati o scontrarcisi frontalmente, e Palla, dall'alto della sua ricchezza e fiero della propria cultura, fu a capo della fazione antimedicea assieme a un altro oligarca indomabile, Rinaldo degli Albizi.
La fama letteraria della famiglia è garantita anche dai ferraresi Tito Vespasiano, padre, e Ercole Strozzi, figlio.
Intanto dopo che a Firenze Filippo Strozzi il Vecchio faceva iniziare il grandioso progetto di Palazzo Strozzi a Benedetto da Maiano, il più bel palazzo rinascimentale della città, suo figlio Filippo Strozzi il Giovane, si guadagnava una duratura fama come uno dei politici più influenti della sua epoca.
Suo figlio Filippo Strozzi, che dal padre ereditò anche il nome, fu pure un ricchissimo banchiere, ma fu anche uno dei più importanti uomini politici del suo tempo. Sposò una Medici, ma con la salita al potere del tirannico Duca Alessandro divenne uno dei principali esponenti del partito anti-mediceo. Nel 1537, deciso a riprendere la città dopo l'assassinio di Alessandro e la salita al potere di un nuovo rampollo di casa Medici, magari ancora inesperto, lo portò a radunare un esercito degli esuli fiorentini che marciò sulla città. Il nuovo duca però, quel Cosimo I de' Medici che unificò poi la Toscana sotto la sua corona, si rivelò già allora un condottiero tutt'altro che facile da battere, infatti la sua vittoria fu schiacciante. Filippo venne arrestato e finì i suoi giorni nelle carceri della Fortezza di San Giovanni Battista.
Intanto i discendenti di Filippo si erano rifugiati in Francia, sotto la protezione di Caterina de' Medici: Piero Strozzi divenne Maresciallo di Francia e Leone Strozzi ebbe incarichi e ambascerie in Italia da svolgere. Tornarono entrambi in Italia per difendere Siena dalle mire del nemico di famiglia, Cosimo I. La resistenza nella città assediata fu sin dall'inizio dura, con le truppe dei fiorentini forti dell'aiuto di truppe imperiali. L'11 Giugno 1554 Piero tentò una sortita dalla città con diecimila uomini, dirigendosi verso Pontedera. Sperando di raggiungere Firenze attraverso la Val di Nievole, colse di sorpresa i nemici. Dopo un esito inizialmente favorevole, le truppe di Piero si ritirarono a Pistoia in attesa di aiuti via mare portati da Leone Strozzi. Ma Leone era morto colpito da un archibugio vicino a Castiglione della Pescaia e il mal tempo impedì alle navi di attraccare. Così Piero riuscì solo a rientrare fortunosamente in Siena. Piero tentò un nuova sortita il 2 agosto, ma fu sconfitto a Marciano della Chiana. La guerra di Siena venne persa.
Con il passare delle generazioni gli Strozzi si riappacificarono con i Medici e tornarono a Firenze. Nel Seicento il loro palazzo era uno dei più frequentati con numerosi ricevimenti, e vi si riunì anche l'Accademia della Crusca.
Non meno importante fu il ramo degli Strozzi di Roma, dove vissero una gloriosa stagione soprattutto nel Settecento.
All'inizio dell'Ottocento a Firenze fu restaurato Palazzo Strozzi, ed alla morte del Principe Piero Strozzi, con una disposizione allora nuova per la città di Firenze, venne donato allo Stato. Il passaggio definitivo avvenne solo nel 1937.

Strozzi is the name of an important and ancient later noble Florentine family, who like their great rivals the Medici family, began in banking before moving into politics. Until its exile from Florence in 1434, the Strozzi family was by far the richest in the city, and was rivaled only by the Medici family, who ultimately took control of the government and ruined the Strozzi both financially and politically. This political and financial competition was the origin of the Strozzi-Medici rivalry. Later, while the Medici ruled Florence, the Strozzi family ruled Siena, which Florence attacked, causing great animosity between the two families. Soon afterwards, the Strozzi married into the Medici family, essentially giving the Medici superiority.
Palla Strozzi (1372–1462) neglected the family bank, but played an important part in the public life of Florence, and founded the first public library in Florence in the monastery of Santa Trinita, as well as commissioning the important Strozzi Altarpiece of the Adoration of the Magi by Gentile da Fabriano. He played a leading part in forcing the exile of Cosimo de' Medici in 1434, but after Cosimo's pardon a year later, was himself exiled, and never returned.
Filippo Strozzi il Vecchio (1428–1491), son of Matteo Strozzi and of Alessandra Macinghi, was exiled as a young man and became a successful banker in Naples. He was also a condottiero or leader of mercenary soldiers and after his reconciliation with the Medici and return in 1462, began the Palazzo Strozzi, which was finished by his son Filippo II.
Filippo II (1488–1538) is probably the most well known member of the family. Although married to Clarice de' Medici, a daughter of Piero di Lorenzo de' Medici and member herself of the Medici family, he was vehemently opposed to the hegemony the Medicis had acquired as the unofficial rulers of the Florentine republic and was among the leaders of the uprising of 1527.Michelangelo's Doni Tondo was probably commissioned by Agnolo Doni to commemorate his marriage to Maddalena Strozzi.
After the republic was overthrown in 1530 Alessandro de' Medici attempted to win Filippo Strozzi's support, but Strozzi declined and instead retired to Venice. After the murder of Alessandro in 1537 he assumed leadership of a group of republican exiles with the object of re-entering the city but having been captured and subsequently tortured he committed suicide.
Filippo Strozzi's older son Piero (1500–1558), married Laudomia de' Medici, and fought in Scotland against the English, and in France against the Holy Roman Empire and Spain, and was made a Marshal of France in 1554. He took part in the French siege of Calais (1557), and died of wounds incurred in battle at Thionville, in Lorraine, in 1558. A younger son Leone (1515–1554) was a distinguished admiral in the service of France and fought against the Medici. He died of a wound received while attacking Sarlino in 1554. Another son, Lorenzo Strozzi (1513–1571) went into the Church, also in France, and ended as a cardinal and Archbishop of Siena from 1565. The son of Piero, Filippo di Piero Strozzi (1541–1582) was born in exile in France and served as a royal page and then in the French army, before being captured and killed by the Spaniards at the Battle of Terceira.
Senator Carlo Strozzi (1587–1671) formed an important library and collected a valuable miscellany known as the Carte Strozziane, of which the most important part is now in the state archives of Florence. He was the author of a Storietta della città di Firenze dal 1219 al 1292 (unpublished) and a Storia della casa Barberini (Rome, 1640).
It is unclear whether Bernardo Strozzi (c.1581–1644), a prominent and prolific Italian Baroque painter born and active mainly in Genoa and Venice, was a part of this immediate family. The composer Barbara Strozzi (1619–1677) was adopted by the poet Giulio Strozzi, presumably her natural father.
The Strozzi acquired by marriage the titles of Princes of Forano and Dukes of Bagnolo. A branch of the family moved to Vienna and built the Palais Strozzi there. The Palazzo Strozzi in Florence belonged to the family until 1937 when it was sold to the Istituto Nazionale delle Assicurazioni (INA). From 1999 it became property of the Italian State. Today, Strozzi descendents are still living in Florence, America and elsewhere.
The Villa Cusona is the Tuscan home of the family, operated as a vineyard by Prince Girolamo Strozzi and his family. British Prime Minister Tony Blair and his family were regular holiday visitors to the Villa Cusona. In 2013, the villa was allegedly seized as part of a fraud investigation.
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