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Binocolo 8x30 Schiebeokulare, Carl Zeiss Jena, Artilharia do Exército Brasileiro, 1937

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Binocolo 8x30, prodotto dalla Carl Zeiss Jena, nel 1936 ed assegnato all'Esercito Brasiliano nel 1937, così come risulta dalla data riportata sulla piastra oculare destra e all'interno del coperchio della custodia, posta al di sotto del logo "D.M.B." (Deposito de Materiais Bélicos), ovvero l'Ente del Ministero preposto all'assegnazione, all'Esercito Brasiliano, entrambe con numero di assegnazione militare "2344".
Il binocolo presenta all'interno dell'oculare destro un particolare reticolo a croce con scala da 0 a 100/6400 con multipli di 20°. Sulla piastra dell'oculare sinistro è presente il logo "Carl Zeiss Jena".
Questo binocolo ha una special feature e cioè particolari poggia occhi in bachelite estraibili (Schiebeokulare), che consentono all'osservatore una visione comoda e prolungata nel tempo e permettono di poter sfruttare totalmente l'ampio campo visivo cui il binocolo è dotato.
È corredato dei due relativi filtri anti-nebbia, atti a migliorare la definizione delle immagini inoltre è completo della sua originale e robusta custodia in cuoio, marcata con logo Carl Zeiss Jena e anch'essa riportante, all'interno del coperchio, lo stesso logo e informazioni presenti sulla piastra dell'oculare destra del binocolo.
All'interno del coperchio della custodia, proprio sopra al logo dell'Esercito Brasiliano, è riportata una firma, che da alcune ricerche risulta essere quella del Tenente Edgar Duarte Nunes, Ufficiale di Artilharia do Exército Brasileiro.
Le condizioni di conservazione sono eccellenti, la visione è perfettamente collimata e tutti i meccanismi funzionano in modo molto fluido e corretto. 

La Força Expedicionária Brasileira (in italiano "Forza di Spedizione Brasiliana"), conosciuta con l'acronimo FEB, è stata la forza militare brasiliana che ha combattuto a fianco degli Alleati in Italia, durante la seconda guerra mondiale.
Costituita inizialmente da una divisione di fanteria, parteciparono in essa anche altre unità dell'esercito brasiliano, come reparti corazzati e unità aeree. La FEB adottò il motto e il conseguente logo "Il cobra sta fumando", alludendo a un discorso di Getúlio Vargas, nel quale il presidente aveva affermato: "è più facile che un serpente fumi che il Brasile entri in guerra".
La FEB fu integrata in seno al IV Corpo d'armata dell'esercito statunitense, sotto il comando del generale Willis D. Crittemberger, Corpo a sua volta assegnato alla 5ª armata americana comandata dal generale Mark Wayne Clark.
La FEB entrò in combattimento nel settembre del 1944 nella valle del fiume Serchio, a nord della città di Lucca. Le prime vittorie della FEB furono ottenute con le conquiste di Massarosa, Camaiore e Monte Prana. Solo alla fine di ottobre, nella regione di Barga, la FEB subì i primi contraccolpi. Visto il successo della campagna di settembre e inizio ottobre, alla fine di novembre la FEB, in pochi giorni, fu responsabile della presa della zona di monte Castello e monte Belvedere.
Il comandante della FEB avvertì la 5ª armata statunitense che tale missione non poteva essere realizzata da una sola divisione, come era già stato dimostrato in tentativi falliti in altre missioni, e che per aver successo sarebbe stato necessario l'attacco congiunto di due divisioni contemporaneamente a monte Belvedere, monte della Torraccia, Monte Castello e Castelnuovo. Tali argomentazioni furono accettate solo dopo il fallimento di due tentativi, questa volta fatti dai brasiliani, uno a novembre e l'altro a dicembre.
Durante il rigido inverno tra il 1944 e il 1945, negli Appennini la FEB trovò delle temperature fino a venti gradi sotto lo zero. Molta neve, umidità e continui attacchi da parte del nemico, che attraverso piccole schermaglie cercava da un lato di minare la resistenza fisica e psicologica delle truppe brasiliane non abituate alle basse temperature e già provate da più di tre mesi di campagna ininterrotta senza pause di recupero, dall'altro di testare possibili punti deboli nel settore occupato dai brasiliani per una controffensiva nell'inverno. Tuttavia, sotto questo aspetto, l'atteggiamento involontariamente aggressivo dei due tentativi di prendere Monte Castello alla fine del 1944 e l'atteggiamento volontario di rispondere alle incursioni esplorative del nemico nel territorio occupato dalla FEB con incursioni esplorative della FEB in territorio nemico, fece sì che i tedeschi ed i loro alleati scegliessero per la loro controffensiva un altro settore del fronte italiano, occupato dalla 92ª divisione statunitense.
Tra la fine di febbraio e il marzo del 1945, come aveva suggerito il comandante della FEB, iniziò l'Operazione Encore per sfondare gli ultimi baluardi dell'Asse sull'Appennino modenese e bolognese assieme alla 10ª divisione di montagna statunitense (10th Mountain Division) arrivata di recente. I brasiliani conquistarono alcune posizioni, tra cui Monte Castello e Castelnuovo, mentre gli americani presero Monte Belvedere e Monte Della Torraccia. Da queste posizioni fu possibile avviare l'offensiva finale di primavera, nella quale, in aprile, la FEB prese il paese di Montese. Le posizioni conquistate da parte delle truppe brasiliane, sommate a quelle ottenute dalla divisione di montagna statunitense in questo settore secondario, ma vitale, diede la possibilità alle forze sotto il comando dell'VIII esercito britannico, più a est nel settore principale del fronte italiano, di vedersi finalmente libere dal fuoco di artiglieria nemica che partiva da quei punti e di spostarsi sopra Bologna, rompendo la Linea Gotica dopo otto mesi di combattimento.
Era la fase finale dell'offensiva di primavera nel fronte italiano. A Fornovo di Taro, con una manovra perfetta e una mossa audace del suo comandante, gli effettivi della FEB, in stato di inferiorità numerica, circondarono il nemico e con un rapido accordo riuscirono ad avere la consegna di due divisioni nemiche, la 148ª divisione di fanteria tedesca, comandata dal generale Otto Fretter-Pico, e gli effettivi rimasti della divisione bersaglieri, comandata dal generale Mario Carloni. Quando furono prese, queste divisioni si stavano ritirando dalla zona di La Spezia e Genova, liberata dalla 92ª divisione statunitense, per unirsi alle forze italo-tedesche della Liguria al fine di contrattaccare la 5ª armata americana, la quale avanzava rapidamente ma in maniera scoordinata, con ampi squarci soprattutto nella falange sinistra e nella retroguardia. Molti ponti sul fiume Po furono lasciati intatti dai nazifascisti con questo intento. A Caserta, il comando dell'armata C tedesca, che era già in accordo di pace da un paio di giorni con il comando Alleato in Italia, sperava in una vittoria per poter ottenere migliori condizioni per la rinuncia. Gli eventi finali nella battaglia della Sacca di Fornovo, impedirono tuttavia l'esecuzione di questi piani sia a causa delle numerose perdite che per il ritardo causato e, insieme alle notizie della morte di Hitler e della presa finale di Berlino da parte delle forze dell'Armata Rossa, non lasciarono al comando tedesco altra opzione se non quella di accettare la rapida consegna delle loro truppe in Italia. Alla fine della sua marcia, la FEB arrivò anche a Torino e il 2 maggio 1945 alla città di Susa, per poi unirsi alle truppe francesi sul confine franco-italiano.
Il 6 giugno 1945, il Ministero della Guerra del Brasile ordinò che le unità della FEB ancora in Italia si subordinassero al comandante della prima regione militare (1ª RM), situata nella città di Rio de Janeiro: in ultima analisi, questo significava lo scioglimento del contingente. Nonostante la sua smobilitazione rapida, il ritorno della FEB dopo la fine della guerra contro il fascismo ha precipitato la caduta di Getúlio Vargas e la fine dello Stato Nuovo in Brasile.

La Carl Zeiss prende il nome dal suo fondatore, Carl Zeiss, che il 17 Novembre 1846 scelse come sede della sua fabbrica di apparecchi ottici di precisione la piccola città di Jena, nella Turingia. Grazie al severo controllo di qualità che Carl Zeiss impose ai suoi prodotti, arrivando personalmente a distruggere i microscopi che non passavano i test, la neonata Zeiss divenne fornitrice ufficiale dell'Università di Jena e ricevette nel 1861 la medaglia d'oro dell'esposizione industriale della Turingia come migliore strumento per la ricerca prodotto in Germania, assegnato al microscopio Stand I del 1857. Nel 1866 venne prodotto il millesimo microscopio e il nome Zeiss divenne conosciuto in tutti i circoli scientifici europei. Grazie agli studi sul prisma di Porro, nel 1893 Abbe brevettò un binocolo a doppio prisma, che accentuava la percezione della profondità. La produzione in massa di binocoli Zeiss iniziò nel 1894, già agli inizi del Novecento ne furono realizzati più di 30.000, agli inizi della prima guerra mondiale la quota era salita a 500.000 e, alla fine della seconda guerra mondiale, furono prodotti ben 2.260.000 binocoli per il mercato civile e militare. Erano realizzati modelli a partire dal 4x11 mm al 12x40 mm, fino ad arrivare a veri giganti come l'80 mm e il 100 mm. Grazie agli studi condotti sulla percezione della luce in situazioni di scarsa luminosità, venne dimostrato che la dilatazione media della pupilla in un adulto è di circa 7 mm. Per questo motivo fu introdotto nel 1910 il modello 7x50 mm, rimasto sul mercato fino al 1917 con poche modifiche sui materiali utilizzati. Nel 1926 in seguito alla crisi post bellica della prima guerra mondiale con il trattato di Versailles che mandò in fallimento molte e importanti aziende tedesche la Zeiss acquistò la "C.P. GOERZ" e fondò nel 1926 la Zeiss Ikon. Nel 1937 la Zeiss aveva contatti commerciali e stabilimenti sparsi in più di 29 nazioni nel mondo. Dal '33 la Zeiss acquistò interesse da parte del regime nazista, che bilanciò la produzione verso gli strumenti militari. Produsse con successo binocoli con ottiche grandangolari per uso militare, sistemi ottici resistenti alla pressione per gli U-Boot, binocoli a periscopio per il puntamento dei carri armati. Inoltre macchine fotografiche Zeiss furono montate sulle V2 per operazioni di telerilevamento delle coste inglesi. Il 1º novembre 1935 la Zeiss, nella figura di Alexander Smakula, brevettò un procedimento per il trattamento dei vetri ottici dallo straordinario risultato in termini di trasmissione della luce. Rimasto segreto militare fino al 1939 fu adottato sui binocoli per ridurre le immagini fantasma e le riflessioni interne. Durante la seconda guerra mondiale, numerosi furono i bombardamenti contro le fabbriche Zeiss. Jena venne bombardata diverse volte dagli alleati a partire dal 1944. Stoccarda venne rasa al suolo, anche se la fabbrica della Contessa-Nettel subì pochi danni. Il bombardamento di Dresda, oltre a devastare la città, provocò danni notevoli anche alla sede della Zeiss Ikon. Il 13 aprile 1945 le forze militari americane entrarono a Jena, sorprendendosi di come i bombardamenti non avessero provocato danni importanti. Il planetario principale era in rovina, mentre le fabbriche rimasero operative.
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