Logo Historica Collectibles
Italiano English Español Français Deutsch

Binocolo Officine Galileo ASTROPAN 16x80, Regia Marina R.N. Vittorio Veneto, circa 1938

Binocolo Officine Galileo ASTROPAN 16x80, Regia Marina R.N. Vittorio Veneto, circa 1938 1.jpg (13843)24.jpg (13846)5.jpg (13847)6.jpg (13848)7.jpg (13849)8.jpg (13850)9.jpg (13851)10 - ammiraglio inigo campioni m.o.v.m..jpg (13852)11 - ammiraglio angelo iachino.jpg (13853)

Gruppo ottico binoculare navale Mod. ASTROPAN, prodotto dalle Officine Galileo Firenze nel 1938, installato a bordo della  "Vittorio Veneto" una delle più importanti navi da guerra della Regia Marina.
Grazie ad un documento in nostro possesso, rilasciato dal Direttore delle Officine Galileo di Firenze nel 1977, attraverso il quale in risposta ad alcune richieste formulategli in merito a questo strumento ottico navale con piattaforma di sostegno, è stato possibile apprendere il suo passato storico.
L'elemento binoculare esaminato completo della piattaforma di sostegno, con matricola O.G. "00xxx", fece parte di un ordine di produzione di Nr. 6 (sei) gruppi ottici binoculari commissionati, nel 1937, dai Cantieri Riuniti dell'Adriatico (C.R.D.A.) all'Azienda "Officine Galileo di Firenze" la quale, nell'anno successivo, eseguì la fornitura presso il Cantiere San Marco Trieste. 
ll binocolo, provvisto di oculari 16x e lenti obiettive di 80 mm, è completamente realizzato in lega di alluminio così come l'elemento basculante sul quale è vincolato. L'insieme degli elementi ottici-meccanici, sono assicurati ad una piattaforma circolare tramite due colonne in acciaio, una delle quali scorre all'interno dell'altra.
Questo sistema consente un movimento sali-scendi utile a favorire l'altezza del binocolo più consona all'osservatore, mentre una flangia con pomello, posizionata sulla colonna esterna, consente il  bloccaggio di tale movimento.
Notevole è sicuramente la sua importanza storica dato che sul "Ponte di Comando" della R.N. Vittorio Veneto a traguardare con questo gruppo ottico vi furono Ammiragli del calibro di Inigo Campioni e Angelo Iachino.
Nell'ultima foto è mostrato accanto al modello di maggiori dimensioni, oltre che essere bioculare.
http://www.historicacollectibles.com/it/binoculars-amp-telescopes/binocolo-officine-galileo-35x120-18x120-nave-da-battaglia-classe-littorio-1942-circa
Attualmente non siamo a conoscenza di altri binocoli presenti prodotti dalle Officine Galileo-Firenze con queste caratteristiche pertanto, si ritiene questo essere l'unico esemplare conosciuto.

La fondazione della Società risale al 1862, ad opera dell'astronomo e costruttore di strumenti Giovanni Battista Amici, noto scienziato del tempo, "abile ottico e meccanico", che era giunto a Firenze nel 1831 chiamato dal Granduca Leopoldo II con l'incarico di dirigere “La Specola” ed il Museo di Fisica. 
G.B.Amici per superare le difficoltà ed i costi di approvvigionamento di strumenti scientifici, oggetti per i quali, data la carente struttura industriale, il Granducato dipendeva fortemente dalle importazioni, decise di avviare un'officina che nel 1864 avrebbe assunto il nome di "Officina Galileo". 
Alla morte di Amici nel 1863 l'officina attraversa un periodo di crisi, che venne superato grazie al successore di Amici, lo scienziato pisano Giovanni Battista Donati con l'aiuto di Angelo Vegni altro scienziato.Dopo la morte di Donati nel 1873, la produzione si estese a strumenti elettrici, di illuminazione. 
Erano a quell'epoca impiegati quaranta operai specializzati. Inizialmente i laboratori erano ospitati negli edifici dell'Istituto Tecnico Toscano poi nel 1870 furono trasferiti in un nuovo locale presso la barriera delle Cure nell'allora periferia d Firenze. Gli ottimi strumenti prodotti furono adottati dagli osservatori di Arcetri, di Asiago e di Merate.Nel 1875 con l'acquisto del terreno su cui sorge l'officina, A. Vegni resta l'unico proprietario dell'officina, ma con la sua morte avvenuta nel 1883 l'Istituto Agrario riceve in eredità l'Officina Galileo e a causa del disinteresse dell'Istituto Agrario la Galileo attraversa un periodo di profonda crisi economica.
Nel 1895 viene costituita una società in accomandita, con Accomandatario è l'Ingegner Giulio Martinez e accomandante l'Istituto Vegni. La nuova società che mantiene la denominazione Officina Galileo iniziando l'attività il 1º Luglio 1896 e avviò in tale la produzione di strumenti ottici per la Regia Marina, in particolare periscopi e telemetri, produzione che sarebbe continuata per tutta la seconda guerra mondiale. 
Nel 1899 l'Istituto Agrario Vegni, si ritira dalla società cedendo la propria quota. 
Il 17 Marzo 1907 l'assemblea generale degli azionisti ha deliberato lo scioglimento della Società e il 4 Aprile successivo costituisce la Società anonima per azioni Officine Galileo. Uno dei due vicepresidenti del C.d.A. fu lo scienziato Guglielmo Marconi. 
Nel Luglio dello stesso anno venne acquistato un appezzamento di terreno a Rifredi e nel maggio 1909 è iniziato il trasferimento dei macchinari nello stabilimento di Rifredi dove il 27 Settembre dello stesso anno è iniziata la regolare attività delle Officine Galileo. 
Tra il 1909 e il 1911, viene costruito il primo padiglione produttivo meccano tessile a Rifredi denominato “M” ed è costituito da un primo nucleo, avente una tipologia strutturale a campate in ferro e vetro con pilastri in ghisa, e da un ampliamento successivo in calcestruzzo armato, realizzato fra il 1914 e il 1918. 
Gli ultimi ampliamenti, eseguiti a ridosso della prima guerra mondiale, riguardano gli alloggi per gli operai e i locali per la mensa. Superata la crisi, a causa della prima guerra mondiale, il periodo di maggior fulgore per la “Galileo” è quello fra le due guerre grazie alle grandi commesse per la Regia Marina. 
Nel periodo bellico gli occupati nello stabilimento di Rifredi erano oltre 8000 e l’antenna dei primi radar installati sulle navi italiane era di realizzazione delle Officine Galileo, così come le centrali di direzione del tiro e i telemetri stereoscopici. 
Terminata la guerra, l’Azienda si trovò pesantemente penalizzata, con molti macchinari che alla fine del 1943 erano stati trasferiti nel Nord Italia, gli Alleati che avevano pesantemente bombardato tutto il quartiere di Rifredi, con interi reparti dell'Officina distrutti ed i Tedeschi in ritirata che avevano fatto saltare buona parte dei macchinari rimasti.
L’attività produttiva, dopo la guerra, venne autorizzata dagli Alleati solo per la realizzazione di prodotti non strategici. 
Il problema della conversione delle attività da militari a civili fu però affrontato e risolto grazie alle esperienze acquisite in un gran numero di settori, per cui nel 1945 venne preparato un piano di sviluppo che privilegiava le produzioni civili e, ancora una volta i settori di attività furono vastissimi, andando dalla strumentazione elettrica agli apparati per l’alto vuoto e in particolare venne sviluppata la produzione di macchine e telai per l’industria tessile anche per la presenza della vicina Prato che alla fine della guerra si trovava con oltre il 40% dei macchinari e delle fabbriche tessili distrutte.
Attualmente con il passaggio della proprietà a Finmeccanica avvengono ulteriori grossi cambiamenti, in quanto viene deciso che il Core business dell'Azienda dev'essere concentrato nei settori militare e spaziale, per cui altri settori, nei quali comunque la "Officine Galileo" era leader mondiale vengono ceduti.
Per migliorare l'esperienza di navigazione questo sito utilizza cookies, anche di terze parti: clicca su "consento" per abilitarne l'uso. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la nostra informativa completa. Consento