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Doppelfernrohr 10x80 - 20° EUG (Optische Prazisions-Werke - Warsaw) Kriegsmarine, circa 1944

Doppelfernrohr 10x80 - 20° EUG (Optische Prazisions-Werke - Warsaw) Kriegsmarine, circa 1944 2.jpg (6434)3.jpg (6435)4.jpg (6436)5.jpg (6437)6.jpg (6438)7.jpg (6439)9.jpg (6441)10.jpg (6442)12.jpg (6444)13.jpg (6445)14.jpg (6446)15.jpg (6447)16.jpg (6448)17.jpg (6449)18.jpg (6450)19.jpg (6451)21.jpg (6453)27.jpg (6459)28.jpg (6460)29.jpg (6461)30.jpg (6462)31.jpg (6463)32.jpg (6464)33.jpg (6465)34.jpg (6466)35.jpg (6467)36.jpg (6468)37.jpg (6469)38.jpg (7962)39.jpg (7963)

Doppelfernrohr 10x80 - 20° prodotto dalla EUG (Optische Prazisions-Werke GmbH, Warsaw, Poland) nel 1944 circa, destinato alle batterie contro-navi installate sulle navi da guerra della Kriegsmarine.
Questo doppelfernrohr nacque dall'esigenza di poter disporre di un'ottica che permettesse l'individuazione di bersagli nemici in lontananza con estrema prontezza e precisione. Grazie ad un campo visivo di 122 metri ad una distanza di 1000 metri, ed ai 20 gradi d'inclinazione degli oculari (a differenza degli 80 gradi della precedente versione) si potè disporre di un binocolo che permise non solo elevate prestazioni in campo visivo, ma apportò all'operatore una posizione di osservazione comoda, destinata a prolungare i tempi di visione.
Il binocolo è dotato di un meccanismo per l'inserimento di due filtri (uno arancione ed uno grigio scuro) grazie ai quali è possibile ottenere una migliore visione di immagine, sia diurna che con con scarse condizioni di luce o foschia. 
Questo modello nasce dalle pressanti esigenze militari tedesche di poter disporre un'ottica che potesse ottemperare compiti di avvistamento e rilevamento senza che da esso scaturissero problemi, dovuti alla qualità tecnica strutturale sino ad allora riscontrati sui primi esemplari, i quali compromisero la piena funzionalità dello stesso in condizioni d'uso bellico. Era fondamentale l'utilizzo a Bordo delle Navi di un Binocolo che avesse una perfetta tenuta stagna a prova di infiltrazioni e conseguenti gravi appannamenti delle ottiche.
Per le cause sopracitate, la Kriegsmarine decise di affidare il progetto, su licenza Zeiss, per la realizzazione del Doppelfernrohr 10x80 - 20° campo visivo 7° 122 metri a 1000 metri, ad altre tre aziende, al fine di ottimizzare al meglio la tenuta stagna: furono contattate appunto la  "Optische Praezisions-Werke of Warsaw" (EUG) la "Voigtländer & Sohn A.-G Braunschweig" (ddx), e l'Italiana "Ducati" di Bologna (Italia) cui fu assegnato il codice "mlr".
Fu proprio grazie all'invenzione del sistema di pressurizzazione mediante due valvole per l'introduzione dell'aria compressa al suo interno, ideato dall'Italiana Ducati nel 1942, a far si che tutti i problemi sino allora riscontrati sulla prima produzione, finissero.
Particolari che contraddistinguono questo modello, rispetto agli esemplari conosciuti prodotti dalla Zeiss e Ducati, oltre che alcune differenze di progetto di fusione rilevate sul corpo binocolo, vi è il sistema di fissaggio del poggia fronte, il quale è costituito da una staffa affissa in apposito alloggio mediante quattro viti  al corpo dello stesso, dove su di  essa scorre la slitta del poggia fronte, che mediante una  vite zigrinata rende più agile la  regolazione distanziale e rimozione dello stesso. Sono presenti le due cartucce essiccatrici (trockenpatronen) le quali garantivano, insieme al sistema di pressurizzazione, la totale assenza di eventuali appannamenti. A conferma di tutto ciò Infatti in questo Doppelfernrohr, non risultano essere presenti le più piccole tracce di muffe.
E' presente oltre la targhetta riportante le specifiche tecniche militari, la lettera "T", in lingua tedesca "Transparenzbelag", ad indicare che le lenti sono rivestite da un trattamento antiriflesso, il quale risulta perfettamente conservato integralmente su tutte le superfici, apportando un miglioramento pari all'80% sulla trasmissione di luce negli obiettivi, (rispetto a lenti non trattate) rendendo una visuale pressochè ineccepibile. Questo sistema fu sviluppato e brevettato il 1° Novembre 1935 da Aleksander Smakula, membro dello staff Zeiss di Jena dal 1934.
Nell'oculare sinistro un reticolo a croce con scala numerica da -50 a +50, sia in orizzontale che in verticale con divisione di 10°, era utilizzato dall'Artiglieria.
Le condizioni di conservazione sono eccellenti, la visione è perfettamente nitida e collimata e tutti i meccanismi funzionano perfettamente in modo fluido e corretto.
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