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Doppelfernrohr Delfort 18x50 (Carl Zeiss), Weimar Marine, circa 1924

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Doppelfernrohr 18x50, prodotto dalla Carl Zeiss nel 1924 circa per il mercato civile ma, per una serie di avvenimenti storici relativi il riarmo della Marina della Repubblica di Weimar, fu destinato alla forza navale militare tedesca.
Sulla piastra oculare sinistra infatti, oltre al logo produttore Carl Zeiss, è presente il marchio di accettazione militare da parte della Weimar Marine ed il numero di assegnazione "xx N" a identificare una zona di mare del "Nordsee" e il numero "xx" che identifica una nave, un reparto od una base navale. Inoltre, all'interno dell'oculare destro, è presente un particolare reticolo "a +" utile al puntamento del tiro.
Inoltre è presente la barra centrale amovibile la quale consente di posizionare il binocolo su un cavalletto oppure su un apposito basamento.
È un binocolo di estrema maneggevolezza e leggerezza, dotato di eccezionali lenti da 50 mm, le quali apportano all'osservatore una visione molto nitida e luminosa.
Completamente costruito in alluminio, i soli parapioggia in ottone, fanno si che il binocolo pesi solamente 1,100 Kg.
La visione è nitida e collimata e la messa a fuoco funziona in modo micrometrico e morbido. 
Il binocolo è in condizioni eccellenti, completo della sua custodia originale la quale riporta anch'essa i marchi di accettazione militare della Weimar Marine.
Quello di cui si deve tenere conto infatti è che, con il trattato di Versailles del 1919, la Germania, venne considerata l'unica responsabile della guerra e perciò le furono imposte dagli Stati Europei vincitori, Gran Bretagna, Italia, ma sopratutto dalla Francia, delle condizioni di pace durissime.
Lo scopo era quello di vedere la nazione tedesca distrutta moralmente, oltre che politicamente ed economicamente e condannata a pagare un enorme somma riparatoria. Fu obbligata inoltre a mantenere una Marina Militare ed un Esercito ridotti alle 100.000 unità oltre alla drastica riduzione di materiale bellico.
Tuttavia, quando il Vice Ammiraglio Hans Zenker, già Ispettore d'Artiglieria fu nominato alla Direzione del Marineleitung nel 1924, riuscì a portare avanti i programmi di modernizzazione della flotta tedesca, beneficiando anche della ripresa economica della Germania sotto il governo dei cancellieri Gustav Stresemann e Wilhelm Marx.
L'Esercito e la Marina poterono disporre della produzione ufficiale dei quantitativi di materiale seppur ancora soggetta a limitazioni, ma nel contempo parallelamente e segretamente, fu messa in atto una procedura atta ad aggirare il controllo degli organi predisposti delle forniture militari dirette, facendo affluire dal mercato civile importanti quantitativi di materiale tecnico, ottico e quant'altro necessario per poi reindirizzarlo militarmente, arrivando così a soddisfare quasi del tutto l'esigenza di riordinamento e operatività dei propri reparti.

La Carl Zeiss prende il nome dal suo fondatore, Carl Zeiss, che il 17 Novembre 1846 scelse come sede della sua fabbrica di apparecchi ottici di precisione la piccola città di Jena, nella Turingia.
Grazie al severo controllo di qualità che Carl Zeiss impose ai suoi prodotti, arrivando personalmente a distruggere i microscopi che non passavano i test, la neonata Zeiss divenne fornitrice ufficiale dell'Università di Jena e ricevette nel 1861 la medaglia d'oro dell'esposizione industriale della Turingia come migliore strumento per la ricerca prodotto in Germania, assegnato al microscopio Stand I del 1857.
Nel 1866 venne prodotto il millesimo microscopio e il nome Zeiss divenne conosciuto in tutti i circoli scientifici europei. Grazie agli studi sul prisma di Porro, nel 1893 Abbe brevettò un binocolo a doppio prisma, che accentuava la percezione della profondità.
La produzione in massa di binocoli Zeiss iniziò nel 1894, già agli inizi del Novecento ne furono realizzati più di 30.000, agli inizi della prima guerra mondiale la quota era salita a 500.000 e, alla fine della seconda guerra mondiale, furono prodotti ben 2.260.000 binocoli per il mercato civile e militare. Erano realizzati modelli a partire dal 4x11 mm al 12x40 mm, fino ad arrivare a veri giganti come l'80 mm e il 100 mm.
Grazie agli studi condotti sulla percezione della luce in situazioni di scarsa luminosità, venne dimostrato che la dilatazione media della pupilla in un adulto è di circa 7 mm. Per questo motivo fu introdotto nel 1910 il modello 7x50 mm, rimasto sul mercato fino al 1917 con poche modifiche sui materiali utilizzati.
Nel 1926 in seguito alla crisi post bellica della prima guerra mondiale con il trattato di Versailles che mandò in fallimento molte e importanti aziende tedesche la Zeiss acquistò la "C.P. GOERZ" e fondò nel 1926 la Zeiss Ikon.
Nel 1937 la Zeiss aveva contatti commerciali e stabilimenti sparsi in più di 29 nazioni nel mondo. Dal '33 la Zeiss acquistò interesse da parte del regime nazista, che bilanciò la produzione verso gli strumenti militari.
Produsse con successo binocoli con ottiche grandangolari per uso militare, sistemi ottici resistenti alla pressione per gli U-Boot, binocoli a periscopio per il puntamento dei carri armati. Inoltre macchine fotografiche Zeiss furono montate sulle V2 per operazioni di telerilevamento delle coste inglesi.
Il 1º Novembre 1935 la Zeiss, nella figura di Alexander Smakula, brevettò un procedimento per il trattamento dei vetri ottici dallo straordinario risultato in termini di trasmissione della luce. Rimasto segreto militare fino al 1939 fu adottato sui binocoli per ridurre le immagini fantasma e le riflessioni interne.
Durante la seconda guerra mondiale, numerosi furono i bombardamenti contro le fabbriche Zeiss. Jena venne bombardata diverse volte dagli alleati a partire dal 1944. Stoccarda venne rasa al suolo, anche se la fabbrica della Contessa-Nettel subì pochi danni. Il bombardamento di Dresda, oltre a devastare la città, provocò danni notevoli anche alla sede della Zeiss Ikon.
Il 13 Aprile 1945 le forze militari americane entrarono a Jena, sorprendendosi di come i bombardamenti non avessero provocato danni importanti. Il planetario principale era in rovina, mentre le fabbriche rimasero operative.
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