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Doppelfernrohr Ducati Bimar Sirio 10x80-20°, circa 1943

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Il progetto per la realizzazione di questo Doppelfernrohr da marina, nasce nel 1940 dalle pressanti esigenze militari tedesche di aver a disposizione un'ottica che andasse ad ottemperare compiti di avvistamento e rilevamento senza che da esso scaturissero problemi, dovuti alla qualità tecnica strutturale, che ne compromettesse la piena funzionalità in condizioni d'uso bellico. Era fondamentale l'utilizzo a Bordo delle Navi di un Binocolo che, oltre ad avere un'altissima luminosità e definizione dell'immagine, avesse una perfetta tenuta a prova di infiltrazioni e conseguenti appannamenti delle ottiche e che ottemperasse all'eccessiva inclinazione di 80° che aveva il già in uso, Flakfernrohr 10x80, il quale non permetteva un veloce inquadramento dello spazio aereo occupato da  aerei in volo.
Fu messo così in produzione dalla Zeiss il Doppelfernrohr 10x80 - 20°.
Si rilevarono immediatamente le notevoli doti del Binocolo date proprio dall'angolo graduale di visione e dalla visuale ampia ed estremamente luminosa. Altresì, dopo breve impiego a bordo delle navi della Kriegsmarine, sorsero i primi problemi della produzione Zeiss relativi la tenuta all'umidità, la quale ne causava un forte appannamento tanto da non essere più efficientemente utilizzabili.
Fu proprio per le cause sopracitate che la Kriegsmarine decise di affidare il progetto, su licenza Zeiss, per  la realizzazione del Doppelfernrohr 10x80 - 20° campo visivo 7° 122 metri a 1000 metri, ad altre tre aziende, al fine di ottimizzare al meglio la tenuta: furono contattate appunto la "Voigtländer & Sohn A.-G Braunschweig" (ddx), "Optische Praezisions-Werke of Warsaw" (eug) e l'Italiana "Ducati" di Bologna cui fu assegnato il codice "mlr".
Il 22 Febbraio 1942, la Ducati, chiese al Comando Supremo della Difesa, con a capo Benito Mussolini, di poter ingrandire lo stabilimento di Borgo Panigale, per far fronte alla produzione di 1900 esemplari di D.F. 10x80 - 20°. commissionati dalla Kriegsmarine.
Il 22 Agosto dello stesso anno, Bruno Cavalieri Ducati, scrive al Regio Istituto Nazionale di Ottica per richiedere la consulenza del professor Ingegnere Vasco Ronchi e di due tecnici specializzati (Ingegnere Mario di Jorio e Professoressa Giuseppina Bocchino). Il 18 Settembre, Marcello Cavalieri Ducati, tenne la prima riunione per la progettazione del "BIMAR". Il 30 Settembre, tutto il personale incaricato allo sviluppo del progetto, fu messo sotto ordine di segretezza. Nei giorni seguenti, furono ordinati dalla Ducati, 500 componenti ottiche ad una azienda controllata dalla Zeiss, la Schott Glass Werke, principale produttore mondiale. L'8 Gennaio 1943, in una riunione tenutasi alla Ducati, fu stabilito il primo calendario di produzione: 2 esemplari nel mese di Marzo, 7 ad Aprile, 15 a Maggio, 20 nel mese di Giugno, 30 nel mese di Luglio e 45 nel mese di Agosto, per un totale di N. 119 BIMAR.
Dopo una prima visita avvenuta nei primi mesi del 1942, il Professor Ronchi, tra il 20 ed il 27 Maggio del 1943, si diresse a capo di una equipe di tecnici, allo stabilimento della Zeiss di Jena, questa volta per testare il D.F. BIMAR, alla presenza dei militari del O.K.M. (Oberkommando der Marine). 
Il 3 Giugno, Marcello Cavalieri Ducati, fece i complimenti al Professor Ronchi, perchè il primo BIMAR superò brillantemente il test alla Zeiss di Jena. Dopo il 20 Luglio, altri 5 BIMAR furono consegnati alla Kriegsmarine. Sopraggiunti i nefasti eventi che seguirono l'armistizio dell'8 Settembre 1943, la Ducati rimase sotto il controllo della Repubblica Sociale Italiana, ma la realtà dei fatti vide i tedeschi sovvenzionare economicamente la Ducati ai fini di ottenere tutti gli esemplari commissionati e la produzione continuò incessantemente sino a che, in una lettera datata 20 Gennaio 1944, scritta da Bruno Cavalieri Ducati e indirizzata al Professore Ronchi, viene comunicato che ci sono state grandi difficoltà nel trasporto in quanto alcuni BIMAR sono arrivati danneggiati nello stabilimento di Jena, in seguito ad un bombardamento di aerei nemici.
Il 1° Marzo, i lavoratori della Ducati, scesero in sciopero in segno di protesta. Il 12 Ottobre, 38 bombardieri pesanti B-24 del 455° gruppo bombardamento USAAF, distrussero lo stabilimento Ducati di Borgo Panigale. Tuttavia la produzione dei BIMAR proseguì, in quanto il reparto ottico fu precedentemente trasferito a Crespellano, paese sito alla periferia ovest di Bologna. Questo dato viene infatti confermato da una lettera datata 10 Marzo 1945, scritta da Bruno Cavalieri Ducati e indirizzata al professore Ronchi, nella quale viene comunicato che un totale di 450 esemplari di BIMAR, sono stati effettivamente consegnati alla Kriegsmarine, ma alla fine della guerra, si riscontrerà che, nel magazzino Ducati dello stabilimento di Crespellano, giacevano ancora alcuni BIMAR, i quali, nell'immediato dopoguerra, furono venduti sul mercato civile apportando le seguenti sole modifiche: sostituzione dei dati su di esso riportati dal tedesco quindi in italiano, della targhetta identificativa "mlr" con Ducati e realizzazione del cavalletto.

La DUCATI nasce il 4 Luglio 1926 quando i tre fratelli Bruno, Adriano e Marcello Cavalieri Ducati decisero di fondare a Bologna, la Società Scientifica Radiobrevetti Ducati (SSRD). Il primo prodotto fu un condensatore per radio ricevitori denominati "Manens" che fu esportato in 45 paesi nel mondo. Nel 1928 iniziò la produzione di condensatori variabili e nel 1932 seguirono i condensatori elettrolitici. Tutti questi  prodotti sono basati su brevetti di Adriano Cavalieri Ducati direttore della Divisione Ricerca, Marcello era il Direttore di Produzione e Bruno fu il Direttore Generale (vendita, pubblicità, gestione e finanza). Nel 1935 SSR Ducati si trasferì a Borgo Panigale , un paese ad ovest di Bologna, in uno stabilimento molto moderno progettato con l'organizzazione di lavoro più avanzata. 
Il 16 Luglio fu dichiarata da parte del Ministero della Guerra "fabbrica ausiliaria" per lo sforzo bellico. Infatti la crescita della forza lavoro Ducati fu esplosiva: 100 nel 1932, 400 nel 1934, 1.500 nel 1938 e 7.000 nel 1940 quando l'Italia entrò in guerra, raggiunse il picco di 11.000 dipendenti nel 1943. Nel 1939 i fratelli Ducati decisero di creare un reparto ottico per produrre i piccoli telescopi e dispositivi per la telegrafica di campo chiamato Faini - Triulzi per l'Esercito Italiano .
Il Dipartimento Ottico poteva contare sul Professor Vasco Ronchi, fondatore e direttore dell'Istituto Nazionale di Ottica con sede in Arcetri a Firenze e fin dall'inizio, le forniture di componenti ottici dalle Officine Galileo di Firenze. L'ufficio calcolo fu affidato al Professor Giuliano Toraldo di Francia dall'Istituto Nazionale di Ottica e il lavoro di ricerca dall'ingegnere Raffaello Bruscaglioni della ditta San Giorgio di Genova, famosi ricercatori italiani nel campo dell'ottica. Ricordiamo anche l'ingegnere Silvio Guidarelli che sarebbe diventato responsabile del Dipartimento Ottico. Durante la guerra, la Ducati produsse anche fusibili, parti di mitra, telefoni e radiogoniometri.
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