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DUCE Benito Mussolini-Adolf Hitler Teleskop Tragbar Revolver Carl Zeiss Jena 28x 45x 90x 110

DUCE Benito Mussolini-Adolf Hitler Teleskop Tragbar Revolver Carl Zeiss Jena 28x 45x 90x 110 2.jpg (8810)3.jpg (8811)4.jpg (8812)5.jpg (8813)6.jpg (8814)7.jpg (8815)8.jpg (8816)9.jpg (8817)10.jpg (8818)12.jpg (8820)13.jpg (8821)14.jpg (8822)15.jpg (8823)16.jpg (8824)17.jpg (8825)18.jpg (8826)21.jpg (8829)22.jpg (8830)23.jpg (8831)25.jpg (8833)26.jpg (8834)27.jpg (8835)28.jpg (13831)29.jpg (13832)30.jpg (13833)31.jpg (13834)32.jpg (13835)33.jpg (13836)34.jpg (13837)35.jpg (13838)36.jpg (13839)37.jpg (13840)

Straordinario ed unico Telescopio dotato di oculari revolver 28x 45x 90x 110 mm, e di un esclusivo sistema protrattile, realizzato dalla Carl Zeiss Jena "Fuori Catalogo di Produzione", donato a S.E. Benito Mussolini, dal Fuhrer Adolf Hitler.
Grazie al prezioso contenuto scritto, riportato in un importante documento inviato da Rodi (Grecia) il 25 Marzo 1941 dal Colonnello Capo di Stato Maggiore del "Comando Forze Armate delle Isole Italiane dell'Egeo", diretto al "Segretario Particolare del Duce" Osvaldo Sabatini, siamo venuti a conoscenza che, questo Telescopio, giunse a quel Comando come gesto di ossequio, rivolto a S.E. Benito Mussolini, da parte del Fuhrer Adolf Hitler.
Nello scritto del prezioso documento infatti, si leggono le numerose disposizioni del Capo di Stato Maggiore per mezzo delle quali fu reso possibile, per volontà diretta di S.E. Benito Mussolini, il trasferimento del Telescopio presso il suo Ufficio Personale nella Sala del Mappamondo, in Palazzo Venezia a Roma.
Altresi come impresso su alcune fotografie dell'epoca, scattate all'interno dell'Ufficio Personale del Duce dove risulta essere presente questo Telescopio, confermano la certezza dell'avvenuto successo dell'operazione.
La fotografia di copertina, riportata sulla rivista "Zeiss Werkzeitung" del 1941 infatti, mostra S.E. Benito Mussolini nel momento in cui osserva attraverso questo Telescopio: quella foto fu scattata dai "Fratelli Alinari" di Firenze, i quali ne certificarono lo scatto come eseguito, sul Monte Narta, il 20 Marzo 1941.
Il documento del "Comando Forze Armate delle Isole Italiane dell'Egeo" è stato ritrovato e conservato, in una busta commerciale intestata dell'Azienda Fratelli Magnetti, rivenditori ottici in Torino e Milano.
E' verosimile che i Fratelli Magnetti, a guerra conclusa, entrarono in possesso sia del Telescopio, ancora conservato in Palazzo Venezia, sia della lettera precedentemente descritta. Successivamente l'acquisizione ritennero opportuno riportare il marchio della loro Azienda sul corpo del Telescopio, in modo da vincolare il loro nome su uno degli oggetti più straordinari prodotti dalla Carl Zeiss Jena.
Eccezionale ed innovativo nella sua realizzazione meccanica grazie al suo  esclusivo sistema protrattile, questo telescopio portatile è l'unico modello realizzato dalla Carl Zeiss Jena, dotato di questa straordinaria caratteristica. 
La visuale su ogni singolo oculare è perfetta, estremamente nitida e luminosa grazie anche alla grande lente dell'obiettivo. L'oculare con 90x consente all'osservatore una magnifica e dettagliata esplorazione terrestre anche a lunghissime distanze.
Alla ricerca di ottenere quante più informazioni possibili inerenti questo Telescopio, abbiamo contattato i responsabili del Museo Ottico Della Carl Zeiss di Oberkochen in Germania i quali, ci hanno comunicato  con grande dispiacere che ciò non è possibile in quanto, nei loro archivi non esiste nessun catalogo o documentazione cartacea relativa a fornire risposte su questo strumento ottico pertanto, è da considerarsi pezzo unico, quindi "Fuori Catalogo di Produzione".
Telescopio di eccezionale valenza storica, completo del suo treppiedi e delle custodie originali per il trasporto, perfettamente funzionante.
Unico  ed irripetibile esemplare attualmente conosciuto.

ENGLISH VERSION:
Extraordinary and unique Telescope equipped with 28x 45x 90x 110mm revolver eyepieces, and an exclusive protractile system, made by Carl Zeiss Jena "Fuori Catalogo di Produzione", donated to S.E. Benito Mussolini, from Fuhrer Adolf Hitler.
Thanks to the valuable written content reported in an important document sent from Rhodes (Greece) on March 25, 1941 by the Colonel Chief of Staff of the "Armed Forces Command of the Italian Aegean Islands", directed to the "Particular Secretary of the Duce" Osvaldo Sabatini, we came to know that, this Telescope, came to that Command as a gesture of respect, addressed to SE Benito Mussolini, by the Fuhrer Adolf Hitler.
In the writing of the precious document in fact, we read the numerous dispositions of the Chief of Staff by means of which it was made possible, by direct will of S.E. Benito Mussolini, the transfer of the Telescope to his Personal Office in the Sala del Mappamondo, in Palazzo Venezia in Rome.
Otherwise, as imprinted on some photographs of the time, taken inside the Duce's Personnel Office where this Telescope is present, they confirm the certainty of the success of the operation.
The cover photo, shown in the "Zeiss Werkzeitung" magazine of 1941 in fact, shows S.E. Benito Mussolini at the moment when he observes through this Telescope: that photo was taken by the "Fratelli Alinari" of Florence, who certified the shot as performed, on Mount Narta, on March 20, 1941.
The document of the "Armed Forces Command of the Italian Aegean Islands" has been found and preserved, in a commercial envelope headed by the Fratelli Magnetti Company, optical retailers in Turin and Milan.
It is likely that the Magnetti Brothers, after the war ended, took possession of both the Telescope, still preserved in Palazzo Venezia, and the letter previously described. Subsequently, the acquisition deemed it appropriate to carry the mark of their company on the body of the Telescope, in order to link their name to one of the most extraordinary objects produced by Carl Zeiss Jena.
Exceptional and innovative in its mechanical realization thanks to its exclusive protractile system, this portable telescope is the only model made by Carl Zeiss Jena, endowed with this extraordinary characteristic.
The view on every single eyepiece is perfect, extremely sharp and bright thanks to the large lens of the lens. The 90x eyepiece allows the observer a magnificent and detailed terrestrial exploration even at very long distances.
In search of getting as much information as possible about this telescope, we contacted the managers of the Carl Zeiss Optical Museum in Oberkochen in Germany who, with great regret, informed us that this is not possible as no catalog exists in their archives or paper documentation relating to providing answers on this optical instrument, therefore, is to be considered a single piece, therefore "Out of Production Catalog".
Telescope of exceptional historical value, complete with its tripod and original transport cases, fully functional.
Unique and unrepeatable  exemplary currently known.


La Carl Zeiss prende il nome dal suo fondatore, Carl Zeiss, che il 17 Novembre 1846 scelse come sede della sua fabbrica di apparecchi ottici di precisione la piccola città di Jena, nella Turingia. Grazie al severo controllo di qualità che Carl Zeiss impose ai suoi prodotti, arrivando personalmente a distruggere i microscopi che non passavano i test, la neonata Zeiss divenne fornitrice ufficiale dell'Università di Jena e ricevette nel 1861 la medaglia d'oro dell'esposizione industriale della Turingia come migliore strumento per la ricerca prodotto in Germania, assegnato al microscopio Stand I del 1857.
Nel 1866 venne prodotto il millesimo microscopio e il nome Zeiss divenne conosciuto in tutti i circoli scientifici europei. Grazie agli studi sul prisma di Porro, nel 1893 Abbe brevettò un binocolo a doppio prisma, che accentuava la percezione della profondità. La produzione in massa di binocoli Zeiss iniziò nel 1894, già agli inizi del Novecento ne furono realizzati più di 30.000, agli inizi della prima guerra mondiale la quota era salita a 500.000 e, alla fine della seconda guerra mondiale, furono prodotti ben 2.260.000 binocoli per il mercato civile e militare. Erano realizzati modelli a partire dal 4x11 mm al 12x40 mm, fino ad arrivare a veri giganti come l'80 mm e il 100 mm. Grazie agli studi condotti sulla percezione della luce in situazioni di scarsa luminosità, venne dimostrato che la dilatazione media della pupilla in un adulto è di circa 7 mm. Per questo motivo fu introdotto nel 1910 il modello 7x50 mm, rimasto sul mercato fino al 1917 con poche modifiche sui materiali utilizzati.
Nel 1926 in seguito alla crisi post bellica della prima guerra mondiale con il trattato di Versailles che mandò in fallimento molte e importanti aziende tedesche la Zeiss acquistò la "C.P. GOERZ" e fondò nel 1926 la Zeiss Ikon. Nel 1937 la Zeiss aveva contatti commerciali e stabilimenti sparsi in più di 29 nazioni nel mondo.
Dal '33 la Zeiss acquistò interesse da parte del regime nazista, che bilanciò la produzione verso gli strumenti militari. Produsse con successo binocoli con ottiche grandangolari per uso militare, sistemi ottici resistenti alla pressione per gli U-Boot, binocoli a periscopio per il puntamento dei carri armati. Inoltre macchine fotografiche Zeiss furono montate sulle V2 per operazioni di telerilevamento delle coste inglesi.
Il 1º Novembre 1935 la Zeiss, nella figura di Alexander Smakula, brevettò un procedimento per il trattamento dei vetri ottici dallo straordinario risultato in termini di trasmissione della luce. Rimasto segreto militare fino al 1939 fu adottato sui binocoli per ridurre le immagini fantasma e le riflessioni interne.
Durante la seconda guerra mondiale, numerosi furono i bombardamenti contro le fabbriche Zeiss. Jena venne bombardata diverse volte dagli alleati a partire dal 1944. Stoccarda venne rasa al suolo, anche se la fabbrica della Contessa-Nettel subì pochi danni. Il bombardamento di Dresda, oltre a devastare la città, provocò danni notevoli anche alla sede della Zeiss Ikon.
Il 13 Aprile 1945 le forze militari americane entrarono a Jena, sorprendendosi di come i bombardamenti non avessero provocato danni importanti. Il planetario principale era in rovina, mentre le fabbriche rimasero operative.
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