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Ottica di Puntamento Ansaldo, Semovente Caccia Carri M.42 e M.43 da 75/34 - StuG M42, circa 1943

Ottica di Puntamento Ansaldo, Semovente Caccia Carri M.42 e M.43 da 75/34 - StuG M42, circa 1943 2.jpg (13469)3.jpg (13470)4.jpg (13471)5.jpg (13472)6.jpg (13473)7.jpg (13474)8.jpg (13475)9.jpg (13476)10.jpg (13477)11.jpg (13478)12.jpg (13802)13.jpg (13480)14.jpg (13481)15.jpg (13482)16.jpg (13483)17.jpg (13484)18.jpg (13485)19.jpg (13486)20.jpg (13487)

Strumento Ottico di Puntamento per Semovente d'Assalto dotato di Cannone da 75/34, realizzata nello Stabilimento Artiglierie Ansaldo-Genova nel 1943, completa dell'originale supporto e base con regolazioni micrometriche, installata sul  Semovente Caccia Carri M.42 e M.43 in dotazione al Regio Esercito e alla Wehrmacht (StuG M42 mit 75/34 (851) (i) da Maggio del 1943 fino alla fine della seconda guerra mondiale.
L'ottica è in condizioni eccellenti e tutti i meccanismi funzionano perfettamente.
Altezza totale 90 cm per un peso di 13 Kg.
Il Semovente da 75/34 fu un caccia carri semovente d'assalto prodotto dalla Fiat-Ansaldo ed equipaggiò prima dell'armistizio i seguenti reparti:
il XIX° Battaglione Carri M della 1ª Divisione corazzata "M": 
il XXX° Battaglione controcarro della 30ª Divisione fanteria "Sabauda" su 2 compagnie.
il CXXXV° Battaglione controcarro della 135ª Divisione corazzata "Ariete II" su 3 compagnie.
il 31º Reggimento fanteria carrista e il Reggimento "Cavalleggeri di Alessandria" (14º).
L'Esercito Nazionale Repubblicano dopo l'armistizio ne assegnò alcuni al Gruppo squadroni corazzato "San Giusto".
Dopo l'armistizio la Wehrmacht impiegò 80 esemplari di nuova produzione e 36 di preda bellica catturati agli italiani, ribattezzando il mezzo StuG M42 mit 75/34 (851) (i). I Semoventi furono assegnati ad una compagnia per ogni Panzerjäger Abteilung (battaglione cacciacarri) di molte divisioni dello Heer e ad alcuni reparti di Fallschirmjäger della Luftwaffe.
Nel 1944 l'Ansaldo produsse 23 semoventi da 75/34 basati sullo scafo del Ansaldo 105/25 M.43. Questo differisce dai precedenti per le dimensioni, essendo più largo e più basso, e per la corazzatura maggiorata. Questi mezzi, ribattezzati StuG M43 mit 75/34 851(i), furono tutti utilizzati dai tedeschi in Italia settentrionale e nei Balcani.
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