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gr. Scherenfernrohr, Carl Zeiss, M. 15 Z. Österreichisch Ungarisch/Artillerie Reichsmarine Weimar

gr. Scherenfernrohr, Carl Zeiss, M. 15 Z. Österreichisch Ungarisch/Artillerie Reichsmarine Weimar2 (15089)3 (15090)4 (15091)5 (15092)6 (15093)

gr. Scherenfernrohr, Modello M. 15 Z., prodotto dalla Carl Zeiss, Jena nel 1915 in pochissimi esemplari, in dotazione all'Esercito Tedesco durante la Prima Guerra Mondiale e riutilizzato dalle forze di artiglieria tedesche della Reichsmarine Weimar fino al 1933.
Di eccezionale rarità è la presenza, sulla parte obiettiva destra, dei marchi relativi l'Artiglieria della Reichsmarine di Weimar: Questo Scherenfernrohr infatti, oltre ad essere uno dei pochissimi esemplari conosciuti, è una testimonianza storica molto importante dei fatti che susseguirono la 1^ Guerra Mondiale. Con il trattato di Versailles, stipulato nell'ambito della Conferenza di pace di Parigi del 1919-1920 e firmato da 44 Stati, il 28 Giugno 1919 a Versailles, suddiviso in 16 parti e composto da 440 articoli, la delegazione di pace tedesca accettò pesanti riduzioni dell'esercito, pesanti pagamenti per le riparazioni di guerra e la cosiddetta clausola della "Germania come unica responsabile dello scoppio della guerra".
Il trattato di Versailles, oltre ad abolire la coscrizione per la Germania, pose anche grosse limitazioni alle forze armate tedesche, che non dovevano superare le 100.000 unità e una drastica riduzione della produzione del materiale bellico.
A fronte di ciò infatti, una esigua parte della strumentazione tecnico ed ottica residuata bellica della prima guerra mondiale, fu riutilizzata ed impiegata per dotare il "nuovo" esercito tedesco ricostituito sotto la bandiera della Repubblica di Weimar: fu così che in questo Scherenfernrohr furono cancellati, marchio di accettazione da parte dell'Esercito Austroungarico e la data di accettazione militare e posto, sulla piastra obiettivo destra, il marchio di accettazione dell'Artillerie Reichsmarine di Weimar.
Fu solo dal 1º Ottobre 1924, anno in cui l'Ammiraglio Paul Behncke si ritirò dal servizio attivo venendo rimpiazzato alla direzione del Marineleitung dal viceammiraglio Hans Zenker, che furono portati avanti i programmi di modernizzazione della flotta tedesca, beneficiando anche della ripresa economica della Germania sotto il governo dei cancellieri Gustav Stresemann e Wilhelm Marx.
È tra il 1924 ed il 1925 che la marina, non potendo appunto mettere in produzione ottiche e strumentazioni ex novo per riorganizzare le forniture militari, decise di riutilizzare strumentazione superstite ma ancora efficente della prima guerra mondiale.
Sul tubo oculare sinistro è riportata la marca del produttore "C. Zeiss Wien" mentre sulla piastra oculare destra sono riportate le informazioni relative il modello, ovvero "M. 15 Z." e "N. X".
Questo modello presenta alcuni particolari costruttivi che, ovviamente, lo differenziano da tutti gli altri modelli come ad esempio l'assenza della barra guida oculari che regola la distanza interpupillare, quindi gli oculari non ruotano insieme ad essa ma bensì sono indipendenti e con molta probabilità la sigla "N. X" indica il numero seriale progressivo di esemplari prodotti.
La visione è perfettamente nitida e collimata. Sull'oculare destro è presente il reticolo regolabile mediante apposita levetta. Tutti i meccanismi funzionano perfettamente.
Attualmente risulta essere l'unico esemplare conosciuto con queste caratteristiche.

La Carl Zeiss prende il nome dal suo fondatore, Carl Zeiss, che il 17 Novembre 1846 scelse come sede della sua fabbrica di apparecchi ottici di precisione la piccola città di Jena, nella Turingia.
Grazie al severo controllo di qualità che Carl Zeiss impose ai suoi prodotti, arrivando personalmente a distruggere i microscopi che non passavano i test, la neonata Zeiss divenne fornitrice ufficiale dell'Università di Jena e ricevette nel 1861 la medaglia d'oro dell'esposizione industriale della Turingia come migliore strumento per la ricerca prodotto in Germania, assegnato al microscopio Stand I del 1857.
Nel 1866 venne prodotto il millesimo microscopio e il nome Zeiss divenne conosciuto in tutti i circoli scientifici Europei. Grazie agli studi sul prisma di Porro, nel 1893 Abbe brevettò un binocolo a doppio prisma, che accentuava la percezione della profondità.
La produzione in massa di binocoli Zeiss iniziò nel 1894, già agli inizi del Novecento ne furono realizzati più di 30.000, agli inizi della prima guerra mondiale la quota era salita a 500.000 e, alla fine della seconda guerra mondiale, furono prodotti ben 2.260.000 binocoli per il mercato civile e militare. Erano realizzati modelli a partire dal 4x11 mm al 12x40 mm, fino ad arrivare a veri giganti come l'80 mm e il 100 mm.
Grazie agli studi condotti sulla percezione della luce in situazioni di scarsa luminosità, venne dimostrato che la dilatazione media della pupilla in un adulto è di circa 7 mm. Per questo motivo fu introdotto nel 1910 il modello 7x50 mm, rimasto sul mercato fino al 1917 con poche modifiche sui materiali utilizzati.
Nel 1926 in seguito alla crisi post bellica della prima guerra mondiale con il trattato di Versailles che mandò in fallimento molte e importanti aziende tedesche la Zeiss acquistò la "C.P. GOERZ" e fondò nel 1926 la Zeiss Ikon.
Nel 1937 la Zeiss aveva contatti commerciali e stabilimenti sparsi in più di 29 nazioni nel mondo. Dal '33 la Zeiss acquistò interesse da parte del regime nazista, che bilanciò la produzione verso gli strumenti militari.
Produsse con successo binocoli con ottiche grandangolari per uso militare, sistemi ottici resistenti alla pressione per gli U-Boot, binocoli a periscopio per il puntamento dei carri armati. Inoltre macchine fotografiche Zeiss furono montate sulle V2 per operazioni di telerilevamento delle coste inglesi.
Il 1º Novembre 1935 la Zeiss, nella figura di Alexander Smakula, brevettò un procedimento per il trattamento dei vetri ottici dallo straordinario risultato in termini di trasmissione della luce. Rimasto segreto militare fino al 1939 fu adottato sui binocoli per ridurre le immagini fantasma e le riflessioni interne.
Durante la seconda guerra mondiale, numerosi furono i bombardamenti contro le fabbriche Zeiss. Jena venne bombardata diverse volte dagli alleati a partire dal 1944. Stoccarda venne rasa al suolo, anche se la fabbrica della Contessa-Nettel subì pochi danni. Il bombardamento di Dresda, oltre a devastare la città, provocò danni notevoli anche alla sede della Zeiss Ikon.
Il 13 Aprile 1945 le forze militari americane entrarono a Jena, sorprendendosi di come i bombardamenti non avessero provocato danni importanti. Il planetario principale era in rovina, mentre le fabbriche rimasero operative.
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