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Prototipo Telemetro a Coincidenza, Ignazio Porro, Institut Technomatique, circa 1860

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Trattasi del prototipo del primo Telemetro a coincidenza, realizzato da Ignazio PORRO, quando alla guida dell'Institut Technomatique à Paris, di cui fu il fondatore, produsse tra il 1847 ed il 1860 innovativi e tecnologici strumenti ottici e meccanici, le quali caratteristiche per molti di essi sono rimaste immutate sino ad oggi.
È con molta probabilità che Ignazio Porro, incoraggiato da Napoleone III, strabiliato per i due cannocchiali telemetrici Long-Vue che il Porro realizzò sotto sua commissione, intraprese lo studio finalizzato alla realizzazione di un ottica telemetrica ancora più complessa sfruttando a pieno i suoi innovativi vetri prismatici.
Fu così che diede inizio allo sviluppo, dopo il Longue-Vue Cornet (realizzato nel 1850) ed il Lorgnon Longue-Vue Napoleone III (realizzato nel 1855), a questo ancor più innovativo Telemetro a coincidenza il quale realizzò certamente, viste le notevoli migliorie apportate ai due modelli precedenti, tra il 1857 e il 1860.
Ciò che avvalora la tesi che trattasi di un prototipo del primo Telemetro a coincidenza, è racchiusa proprio nella sua costruzione, cioè nella distanza di rilevamento cui questo esatto esemplare è in grado di operare: è presente infatti un congegno ottico-meccanico il quale consente di misurare distanze fino a 16 metri. È ben noto altresi che un qualsiasi bersaglio militare posto ad una distanza di 16 metri, non ha ragione alcuna di essere telemetrato.
Il funzionamento pratico avviene, nei telemetri a coincidenza facendo materialmente coincidere due immagini presentate nell'oculare, spesso identiche, spesso le due metà della stessa immagine.
Una volta coincisa l'immagine, lo strumento da la distanza in metri direttamente nella manopola di guida, questo dato è significativo dello studio applicato sul prototipo il quale, una volta sviluppato e perfezionato con dimensioni maggiori, sarebbe stato prodotto con scale per  misurazioni metriche estremamente superiori.
Ciò nonostante, questo strumento così innovativo per concetto e per epoca, rimase solo a livello di prototipo in quanto, l'Institut Tecnhnomatique Porro à Paris, vide concludersi la sua attività proprio nel 1860. 
Il Telemetro infatti non presenta alcun numero o iscrizioni tali da fornire elementi dell'avvenuto deposito del suo brevetto.
Gli albori di questa INCREDIBILE ed innovatica scoperta sono da ricercare, nella mente e nelle intenzioni del Porro, nel 1824 anno dell'invenzione del Cannocchiale Stereogonico (obbiettivo del diametro di 40 millimetri e di distanza focale eguale a 48 centimetri) il quale fu adattato ad un antico grafometro per ottenere le distanze zenitali necessarie alla riduzione delle distanze all'orizzonte.
Porro introdusse per la prima volta nel cannocchiale astronomico di Keplero la "Lente Anallattica", una lente convergente fissa, disposta tra l'obiettivo ed il reticolo, in modo che il suo primo fuoco coincidesse con il centro ottico dell'obiettivo.
Esso fu una modificazione geniale del distanziometro ordinario Montanari-Green-Reichembach, che permetteva di determinare la distanza della stadia dal centro ottico dell'obiettivo mediante l'aggiunta appunto di una lente.
Con esso furono fatte esperienze ufficiali il 15 agosto 1824 per ordine del Generale del Genio marchese Boyl da una Commissione composta dei Capitani Passera, Siry e di Porro.
Le misure furono fatte sul viale del Re, misurando con portate variabili da 80 a 120 metri una lunghezza nota di 2476,14
849,645
849,615
849.585
849,480
849,455
Lo scartamento tra il massimo ed il minimo valore è 0,190; e quindi un errore relativo di circa 1/4470.
Questo successo lo portarono ad una nuova consapevolezza che lo portarono, nel 1850, ad inventare il "Cannocchiale Centralmente Anallattico". Porro fissò la lente anallattica convergente in posizione tale che il suo primo fuoco potesse cadere prima dell’obiettivo ed in modo tale che il prolungamento nell'interno del cannocchiali dei raggi emergenti diretti aIla stadia passasse per il centro strumentale.
Questo suo interesse per la topografica ed il calcolo delle distante lo portarono, con l'invenzione del prisma avvenuta per sua genialità nel 1850 circa, a sviluppare sistemi ottici-meccanici che ebbero, come risultante, l'invenzione di questo straordinario ed unico prototipo di "Telescopio Prismatico a Coincidenza". Le dinamiche teoriche che lo portano alla realizzazione di tale strumento ci sono, ad oggi, sconosciute.
E' presente il suo cofanetto in legno originale atto a contenerlo, dove sul coperchio, è riportata la seguente iscrizione: "Institut Technomatique Porro à Paris".
Negli anni che seguirono la scomparsa di Ignazio Porro scienziati del calibro di Ernst Karl Abbe e Carl Zeiss, illuminati dal principio di funzionamento di questo prototipo e grazie anche all'amicizia profonda che li legò al Porro il quale ne condivise le conoscenze, ebbero modo di studiare e approfondire le caratteristiche che il Porro concentrò in questo piccolo ma sorprendente strumento ottico e svilupparono, da li a poco, quello che sarebbe divenuto il "Telemetro Militare Moderno" mantenendone altresì del tutto invariati i principi di funzionamento.
Condizioni di conservazione eccellenti.
Esemplare Unico.
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