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Orologio da Parete E. Boselli, "Aeroporto A. Brunetta - Orbetello", Idroscalo Trasvolatori Atlantici, 1930

Orologio da Parete E. Boselli,  "Aeroporto  A. Brunetta - Orbetello", Idroscalo Trasvolatori Atlantici, 19302.jpg (14564)3.jpg (14565)4.jpg (14566)5.jpg (14567)6.jpg (14568)7.jpg (14569)8.jpg (14570)9.jpg (14571)10.jpg (14572)11.jpg (14573)12.jpg (14574)13.jpg (14575)14.jpg (14576)15.jpg (14577)

Grande orologio da parete, prodotto dalla ditta E. Boselli - Milano nel 1930, per l' Aeroporto A. Brunetta di Orbetello, ovvero l'Idroscalo dal quale i trasvolatori atlantici partirono per le loro leggendarie imprese.
Considerata la sua particolare eleganza, con la specifica dicitura di assegnazione all'aeroporto posta sul quadrante, si ritiene corretto affermare che questo orologio facesse parte dell'arredamento all'interno di un ufficio nella palazzina di comando o del circolo ufficiali.
L'orologio, realizzato in ottone nichelato, monta un movimento meccanico a carica manuale di 8 giorni e le dimensioni della cassa sono di oltre 30 cm di diametro.
Condizioni eccellenti e perfettamente funzionante.

L'idroscalo di Orbetello fu fatto costruire agli inizi del XX secolo, negli anni precedenti la prima guerra mondiale, su commissione della Regia Marina, quando nel 1913 nacque l'Aviazione Navale. L'installazione iniziale venne collocata lungo la riva del braccio centrale della laguna di Levante, la quale presentava situazioni ambientali più favorevoli rispetto a quella di Ponente.
Nella originaria installazione della Regia Marina, l’impianto aeroportuale incominciò a definirsi sulla laguna di levante. Questo impianto era costituito da sei aviorimesse contigue, dai piazzali, dagli scivoli, e dagli imbarcaderi. Fu la  sede di una scuola per piloti e dal 1º luglio 1918 della 285ª Squadriglia.
Nel 1925 venne acquisito dalla Regia Aeronautica per essere sede di un gruppo di bombardamento marittimo. Fu intitolato al guardiamarina aviatore Agostino Brunetta. Successivamente, dopo l'acquisizione da parte del Commissariato dell'aeronautica, l'idroscalo venne espanso.
Nel 1928, l'idroscalo costituì la base di partenza e di arrivo della crociera del Mediterraneo Occidentale, che, con un percorso di circa 2800 km, passò per le città di Cagliari, Pollenza (Baleari), Los Alcazares (Cartagena), Port Alfaques (Tortosa), Berre (Marsiglia), e, infine, Orbetello. Questa crociera era formata da una brigata aerea di due stormi di monomotori Savoia-Marchetti S.59 bis, e da un gruppo speciale di idrovolanti di altura Savoia-Marchetti S.55 (complessivamente 61 aeroplani). A questa crociera del Mediterraneo prese parte Italo Balbo, allora sottosegretario dell'Aeronautica.
Ne 1929 fu allestita la crociera del Mediterraneo Orientale, che partì da Taranto per poi proseguire verso Atene, Istanbul, Varna, Odessa, Costanza, e vide come tappa finale del ritorno Orbetello; in questa occasione il percorso totale fu di circa 4.600 km. La formazione di volo comprendeva uno stormo composto da tre gruppi con cinque squadriglie (per un totale di 35 idrovolanti); al comando dell'unità c'era il colonnello Aldo Pellegrini. Alla crociera partecipò anche l'allora sottocapo di stato maggiore il generale Francesco De Pinedo, l'organizzatore.
Il 93º Gruppo fu costituito ad Orbetello il 1º gennaio 1930, cui nel 1933 si sarebbe aggiunto il 31º Stormo, inizialmente denominato "Stormo sperimentale da bombardamento marittimo" con gli idrovolanti SIAI S.55X. Il 17 dicembre 1930 partirono da Orbetello, per compiere la prima crociera atlantica, 14 idrovolanti S55 con 56 uomini di equipaggio comandati da Italo Balbo, allora ministro dell'Aeronautica, e da Giuseppe Valle, capo di stato maggiore della forza armata. Questa traversata prevedeva lungo tutto il percorso diverse tappe quali Cartagena, Kenitra, Villa Cisneros, Bolama, Port Natal, Bahia, e come destinazione finale Rio de Janeiro.
Nel 1932 vennero effettuati dall'aeroporto Agostino Brunetta sei raid di esercitazioni di volo di massa nei cieli della penisola.
Con la disposizione relativa al foglio d'ordine n.11, del 15 aprile 1931, del Ministero dell'aeronautica, l'attività addestrativa del personale di volo d'altura ebbe riconoscimento d'istituto e venne inoltre formalmente riconosciuta la Scuola della NADAM (Navigazione aerea di alto mare). Il comando di questa scuola venne assunto dal gen. di brigata aerea Aldo Pellegrini. L'insegnamento in questa scuola venne poi riconosciuto a carattere universitario. L'impianto fu completato nel 1933, con l’insediamento che comprende costruzioni per circa 80.000 m³, cui si aggiungono tettoie per ulteriori 3.000 mc. Sempre nel 1933 prese il via dall'aeroporto la crociera aerea del Decennale.
Alla fine degli anni '30 furono realizzate due aviorimesse. L’incarico, con un appalto concorso, venne assegnato a Pier Luigi Nervi e furono completate nel 1940. Il 31º stormo intanto nel 1939 fu equipaggiato con i CANT Z.506. Allo scoppio della seconda guerra mondiale il 31º stormo da Orbetello fu trasferito a Cagliari Elmas.
Nel 1942 l'idroscalo di Orbetello venne dedicato a Italo Balbo due anni dopo che egli, abbattuto l'aereo su cui viaggiava, morì nei cieli di Tobruk, in Libia, come Regio Aeroporto Italo Balbo, tornando alla intitolazione originaria a Brunetta a guerra conclusa. Durante la seconda guerra mondiale, il paese di Orbetello fu oggetto di incursioni aeree alleate. Nel luglio 1943 con lo sbarco alleato in Sicilia gli idrovolanti dell'85º Gruppo, di stanza all'idroscalo di Marsala Stagnone, furono trasferiti ad Orbetello, fino allo scioglimento. Dopo l'8 settembre 1943 fu utilizzato dalla Luftwaffe tedesca. Furono questi che, quando si ritirarono nel 1944, distrussero i principali edifici dell'idroscalo. Tra le opere che furono abbattute, c'erano le aviorimesse progettate da Pier Luigi Nervi. Fino alla fine della guerra fu poi utilizzato dagli americani per la Twelfth Air Force.
Oggi, nel pressi dell'idroscalo, si trova il cimitero degli Atlantici, un sacrario dove riposano molti dei protagonisti di queste imprese.
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