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Binocolo Zeiss 7x50 M.A.Za. Gas Mask Marineartilleriezeugamt Kriegsmarine, 1938

Binocolo Zeiss 7x50 M.A.Za. Gas Mask Marineartilleriezeugamt Kriegsmarine, 1938 2.jpg (1463)3.jpg (1464)4.jpg (1465)5.jpg (1466)6.jpg (1467)7.jpg (1468)8.jpg (1469)9.jpg (1470)10.jpg (1471)11.jpg (1472)12.jpg (1473)13.jpg (1474)15.jpg (1476)16.jpg (1477)17.jpg (1478)18.jpg (10495)19.jpg (1479)20.jpg (1480)21.jpg (12330)22.jpg (12331)

Rarissimo Binocolo 7x50 prodotto da Carl Zeiss a Jena nel 1938 in solamente 100 esemplari, con numero di serie 1892329, specificatamente assegnato al M.A.Za., ovvero acronimo "Marineartilleriezeugamt": erano infatti postazioni di artiglieria costiera antinave della Kriegsmarine. Questo binocolo, come si evince da quanto riportato sulla piastra dell’oculare destro, la lettera "M" (Marina) con la "Reichsadler" sta ad identificare l'accettazione da parte della Kriegsmarine, assegnandolo al distretto/zona "N. 341" (Purtroppo a tutt’oggi non è stato possibile assegnare a questi codici una locazione geografica). Sulla piastra dell'oculare sinistro la lettera "T", ovvero “Transparenzbelag”, indica che le lenti sono rivestite da un trattamento antiriflesso che migliorò dell' 80% la trasmissione di luce negli obiettivi. Questo sistema fu sviluppato e brevettato il 1 Novembre 1935 da Aleksander Smakula, membro dello staff Zeiss di Jena dal 1934. Infine, "D.F. 7x50", sta per "Doppel Fernrohr" che significa binocolo con 7 ingrandimenti e 50 mm di diametro le lenti obbiettive.
E' dotato di particolari oculari chiamati "Gasmask Okularen", rari in quanto perfettamente integri, i quali hanno la funzione di poter far poggiare totalmente l'occhio e garantire quella distanza costante necessaria a visualizzare la totalità dell'immagine. Infatti se andiamo a togliere gli oculari  e proviamo ad appoggiare gli occhi sugli oculari accade la stessa cosa come guardare attraverso un cannocchiale da sniper: Se non si rispetta l'esatta distanza e centralità della visione sulle lenti non si potrà osservare in un “cerchio perfetto” l'immagine inquadrata. Il termine Gas Mask è stato dato a questa versione di "oculari" proprio per il totale isolamento cui l'occhio è soggetto. Infatti, proprio per come accade per la maschera antigas una volta indossata, si è totalmente isolari da fattori esterni e nel caso specifico di questi oculari, veniva garantito all'osservatore una visione più lunga protratta nel tempo in quanto non aveva ne il fastidio di polveri ne sopratutto del vento fattori i quali costringevano l'osservatore a perdere continuità d'osservazione causa sbattimento delle palpebre e nel caso di una postazione Marineartilleriezeugamt era fondamentale sia in un verso o nell'altro.
I Binocoli 7x50 Gas Mask hanno le lenti leggermente convesse e con un diametro maggiore rispetto ai comuni 7x50 in modo da permettere un campo visivo più ampio e la grandezza delle lenti apporta agli occhi dell'osservatore maggior luce e conseguentemente si ha una visione più nitida, luminosa e definita.
Il binocolo è in ottime condizioni estetiche e funzionali, la visuale è nitida, molto luminosa e perfettamente collimata. All’interno dell’oculare destro è presente il reticolo a cerchio. Se ne conoscono pochissimi esemplari esistenti in tutto il mondo.

La Carl Zeiss prende il nome dal suo fondatore, Carl Zeiss, che il 17 novembre 1846 scelse come sede della sua fabbrica di apparecchi ottici di precisione la piccola città di Jena, nella Turingia. Grazie al severo controllo di qualità che Carl Zeiss impose ai suoi prodotti, arrivando personalmente a distruggere i microscopi che non passavano i test, la neonata Zeiss divenne fornitrice ufficiale dell'Università di Jena e ricevette nel 1861 la medaglia d'oro dell'esposizione industriale della Turingia come migliore strumento per la ricerca prodotto in Germania, assegnato al microscopio Stand I del 1857. Nel 1866 venne prodotto il millesimo microscopio e il nome Zeiss divenne conosciuto in tutti i circoli scientifici europei. Grazie agli studi sul prisma di Porro, nel 1893 Abbe brevettò un binocolo a doppio prisma, che accentuava la percezione della profondità. La produzione in massa di binocoli Zeiss iniziò nel 1894, già agli inizi del Novecento ne furono realizzati più di 30.000, agli inizi della prima guerra mondiale la quota era salita a 500.000 e, alla fine della seconda guerra mondiale, furono prodotti ben 2.260.000 binocoli per il mercato civile e militare.
Erano realizzati modelli a partire dal 4x11 mm al 12x40 mm, fino ad arrivare a veri giganti come l'80 mm e il 100 mm.
Grazie agli studi condotti sulla percezione della luce in situazioni di scarsa luminosità, venne dimostrato che la dilatazione media della pupilla in un adulto è di circa 7 mm. Per questo motivo fu introdotto nel 1910 il modello 7x50 mm, rimasto sul mercato fino al 1917 con poche modifiche sui materiali utilizzati. Nel 1926 in seguito alla crisi post bellica della prima guerra mondiale con il trattato di Versailles che mandò in fallimento molte e importanti aziende tedesche La Zeiss acquistò la "C.P. GOERZ" e fondò nel 1926 la Zeiss Ikon.
Nel 1937 la Zeiss aveva contatti commerciali e stabilimenti sparsi in più di 29 nazioni nel mondo. Dal '33 la Zeiss acquistò interesse da parte del regime nazista, che bilanciò la produzione verso gli strumenti militari. Produsse con successo binocoli con ottiche grandangolari per uso militare, sistemi ottici resistenti alla pressione per gli U-Boot, binocoli a periscopio per il puntamento dei carri armati. Inoltre macchine fotografiche Zeiss furono montate sulle V2 per operazioni di telerilevamento delle coste inglesi. Il 1º novembre 1935 la Zeiss, nella figura di Alexander Smakula, brevettò un procedimento per il trattamento dei vetri ottici dallo straordinario risultato in termini di trasmissione della luce. Rimasto segreto militare fino al 1939 fu adottato sui binocoli per ridurre le immagini fantasma e le riflessioni interne. Durante la seconda guerra mondiale, numerosi furono i bombardamenti contro le fabbriche Zeiss. Jena venne bombardata diverse volte dagli Alleati a partire dal 1944. Stoccarda venne rasa al suolo, anche se la fabbrica della Contessa-Nettel subì pochi danni. Il bombardamento di Dresda, oltre a devastare la città, provocò danni notevoli anche alla sede della Zeiss Ikon. Il 13 aprile 1945 le forze militari americane entrarono a Jena, sorprendendosi di come i bombardamenti non avessero provocato danni importanti. Il planetario principale era in rovina, mentre le fabbriche rimasero operative.

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