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Composizione Stabat Mater, Regina Margherita di Savoia (Dono di Antonio Sampieri), circa 1860

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Importante composizione dello "Stabat Mater" appartenuto alla Regina Margherita di Savoia (Allora Principessa di Piemonte e futura sposa di Re Umberto I°) fattole dono dall'importante e noto compositore bolognese Antonio Sampieri dei Conti di Bonifacio.
Questa composizione appartenuta personalmente alla Regina Margherita e raccolta in un'importante rilegatura in velluto blu con monogramma Reale relativo la Regina Margherita, fu personalmente offerta dal compositore alla Regina nel 1860 circa ed è citata in un importante volume intitolato "I Maestri di Musica Italiani del Secolo XIX°"  del Professor Giovanni Masutto edito a Venezia nel 1884 dal "Premiato Stabilimento Tipografico di Giovanni Cecchini" dove sono raccolte tutte le importanti opere che furono commissionate al Sampieri dai potenti d'Europa:
Le Lezioni di Giobbe, scritte per S. M Luigi I di Portogallo;
Messa solenne per S. M. l'Imperatore d'Austria;
Marcia trionfale per S. M. Don Amedeo I° Re di Spagna;
Inoltre da Da S. M. Amedeo I° Re di Spagna gli fu conferito l'Ordine Cavalleresco Spagnuolo di Carlo Terziero con relativo Diploma e S. M. Luigi I° Re di Portogallo lo volle creare Cavaliere dell'Ordine Militare Portoghese della Concezione con Diploma portante la sua firma.
5 delle sue opere sono conservate nel "Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna", presso la "University of Toronto" a Toronto e presso l'Archivio dell"Accademia Filarmonica" di Bologna.
Sampieri è citato inoltre:
Nel libro, edito nel 2003 da Andrea Sessa, "Il melodramma italiano 1861-1900" il quale è un Dizionario Bio-Bibliografico dei Compositori del XIX° secolo".
Nel libro di Stieger Franz "Opernlexikon" edito nel 1944 da  Hans Schneider.
Nel II° Volume del "Dizionario Universale dei Musicisti" di Carlo Schmidl edito a Milano da Sonzogno nel 1937.
Nel libro di Karl Lustner "Totenliste des Jahres 1893 die Musik betreffend" (pagina 137) edito da Monatshefte fur Musikgeschichte nel 1894.
Nella IIIª edizione della raccolta di Masutto Giovanni "I Maestri di musica italiani del secolo XIX° edito a Venezia nel 1882.
Infine citato a pagina 226 del Volume "I Maestri di Musica Italiani del Nostro Secolo" di Giovanni Masutto edito a Venezia, dallo Stab. tip. lit. M. Fontana, nel 1880.
All'interno dell'opera inoltre, vi sono alcuni spartiti manoscritti e autografi dal Sampieri in aggiunta all'opera edita nella composizione rilegata.
SAMPIERI ANTONIO  (Nato a Bologna nel 1828 e deceduto nel 1893 a Bologna).
Dal Volume edito nel 1886: Compositore, nacque a Bologna nel Maggio del 1828. A circa 6 anni cominciò a studiare il pianoforte col maestro Antonio Sarti, organista, Maestro di Cappella della Basilica di San Petronio e Bibliotecario al Liceo musicale di Bologna, e più tardi il violino prima col prof. Gaetano Covoni bolognese, buon violinista, poi in Modena per 7 anni nel Collegio dei Nobili, ora S. Carlo, col Sighicelli suonatore di Corte di bella fama e direttore al teatro Municipale.
Fu poi suo primo maestro di composizione l'illustre Cavaliere Giuseppe Busi professore-insegnante al Liceo musicale di Bologna, padre del giovane Alessandro che oggi occupa tanto degnamente il posto del defunto genitore, dottissimo nella scienza del contrappunto, delle fughe e severe composizioni. Dopo ottenuta la laurea in legge, il Sampieri riprese gli studi musicali sotto la guida di Francesco Roncagli, oggi organista alla Basilica Petroniana.
Dopo poco tempo si recò a Roma presso il celebre Raimondi per far pratica di comporre Antìfone e Canoni.
Nel 1851 passò a Firenze onde perfezionarsi nell'orchestrazione con la guida del maestro Pacini, ed in Firenze ed in Viareggio il conte Sampieri diede principio e fine al suo Oratorio: Ruth e Noemi.
Ritornato poi a Bologna diede un esperimento all' Accademia Filarmonica ottenendo nel 1868 dalla stessa il diploma di maestro compositore e socio onorario e nel 24 Novembre, del medesimo anno, l'Accademia-Congregazione di S. Cecilia di Roma gli rilasciò pure il diploma di maestro compositore di prima classe.
L'Istituto Regio musicale di Firenze, l'Accademia Filarmonica Drammatica di Ferrara, la Regia Accademia Raffaello di Urbino, l'Istituto di Belle Arti delle Marche, altre Accademie e Sodalizi di Napoli e Palermo lo annoverano ancora fra i loro soci onorari.
Antonio Sampieri dei conti di S. Bonifacio, dice un suo biografo, è uno dei più perseveranti, dei più generosi, dei più distinti cultori dell'arte musicale che vanti Bologna. Nei lavori del Sampieri le idee melodiche sono tutte belle, hanno un carattere serio, ritraggono al vivo il sentimento della poesia a cui si accompagnano e sono svolte e condotte con vera e schietta originalità.
Moltissimi sono i lavori musicali del Conte Sampieri, fra i quali:
Le Lezioni di Giobbe, scritte per S. M Luigi I di Portogallo;
Messa solenne per S. M. l'Imperatore d'Austria;
Marcia trionfale per S. M. Don Amedeo I Re di Spagna;
lo Stabat Mater scritto, dedicato e personalmente offerto alla Regina Margherita, allora Principessa di Piemonte.
Le composizioni sono tutte di gran lena, dove ad uno stile classico e ad un gusto squisito, s'accoppiano limpide e armoniose melodie.

REGINA MARGHERITA: Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia (Torino, 20 Novembre 1851 – Bordighera, 4 Gennaio 1926), Regina consorte di Re Umberto I°, fu la prima regina consorte d'Italia poiché la moglie di Re Vittorio Emanuele II°, Maria Adelaide d'Austria, era morta nel 1855, prima della proclamazione del Regno avvenuta nel 1861. Negli anni in cui fu al fianco di Umberto come Principessa ereditaria e, dal 1878, come Regina d'Italia, esercitò una notevole influenza sulle scelte del marito e un grande fascino sulla popolazione, facendo sapiente uso delle proprie apparizioni pubbliche, concepite per attrarre il popolo con un abbigliamento ricercato e una costante affabilità.
Secondo Ugoberto Alfassio Grimaldi, fu il personaggio politico dell'Italia unita che suscitò, dopo Giuseppe Garibaldi e Benito Mussolini, «i maggiori entusiasmi nelle classi elevate e nelle classi umili».
Cattolica, fieramente attaccata a Casa Savoia e profondamente reazionaria, fu una nazionalista convinta e sostenne la politica imperialista di Francesco Crispi. L'incitamento alla repressione delle rivolte popolari, come avvenne nei moti di Milano del 1898, per quanto controverso non ne compromise l'immagine, forse perchè fu la prima donna italiana a sedere sul trono del paese neocostituito.
A corte gestì un circolo culturale settimanale che le valse l'ammirazione di poeti e intellettuali e la collocò forse, almeno sotto questo aspetto, più a sinistra di molte altre dame dell'aristocrazia.
I suoi balli, inoltre, come quelli cui partecipò, celavano spesso un piano diplomatico, e nelle sue intenzioni cercarono in particolare di assicurare una mediazione con l'aristocrazia "nera", rimasta fedele al Vaticano dopo la presa di Roma.
Molti furono gli omaggi popolari e poetici tributati alla nobildonna (dalla pizza Margherita alla celebre ode carducciana Alla Regina d'Italia, scritta subito dopo la visita bolognese dei sovrani nel Novembre 1878), anche negli anni successivi all'assassinio del marito, quando diventò regina madre.
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