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Mortaio d'assalto "Brixia Mod.35" MB-Metallurgica Bresciana, 78° Rgt. Lupi di Toscana, circa 1940

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Mortaio d'assalto "Brixia mod.35", prodotto dalla "MB-Metallurgica Bresciana già Tempini" nel 1940 circa.
Questo esemplare è corredato da alcuni documenti, che lo hanno seguito sin da quando il suo primo possessore lo ha detenuto in collezione, sui quali risulta che esso fu in uso al 78° Rgt. "Lupi di Toscana" e utilizzato sul fronte Greco-Albanese a partire dal 1941.
Infatti, su una lettera intestata del 78° Rgt. Lupi di Toscana, di stanza a Scandicci-Firenze e firmata dal suo Comandante nel 1957, si legge che, "ringrazia il collezionista per aver messo a disposizione, in occasione della celebrazione del primo decennale della ricostituzione del suddetto Reggimento avvenuta il 1° Aprile 1957", questo mortaio in esposizione.
Oltreciò, posto sull'affusto del mortaio su un' appendice di carta, sono riportati dati informativi riguardanti il mortaio e la sua catalogazione, risalente al 1950.
Lo stato di conservazione è ottimo e originale e tutte le parti metalliche sono prive di ruggine, è privo del seggiolino ma esiste il suo vomero originale.
Il mortaio, monomatricola tra l'affusto e l'arma, è corredato di certificato di disattivazione in conformità alle leggi vigenti.
Il mortaio d'assalto Brixia Modello 1935 era un mortaio leggero italiano di piccole dimensioni, con alta cadenza di fuoco, utilizzato nel corso della seconda guerra mondiale.
Il Brixia è un'arma a retrocarica, spalleggiabile o someggiabile, operata da un tiratore, un capo-arma porgitore e un portamunizioni. La canna, in acciaio ad anima liscia, è mobile e scorre all'interno del castello. La culatta del castello contiene una camera di cartuccia con proprio otturatore e leva di scatto, alimentata da un caricatore inserito superiormente al castello. Il castello è imperniato sull'affustino, potendo così brandeggiare su un settore orizzontale di 200° (circa 10°).
L'affustino è incavalcato su un affusto formato da un telaio anteriore, a due gambe arpionate e traversa, e da uno posteriore, formato da due gambe con tiranti che si riuniscono in un arpione. Al telaio posteriore è incernierato un vomero ribaltabile con cuscino d'appoggio (e spalleggio quando l'affusto è ripiegato per il trasporto).
La gittata e la curvatura della traiettoria sono regolate sia aprendo o chiudendo una valvola che spilla i gas di sparo, sia variando l'inclinazione della canna. L'elevazione, da +100° a +1600° (ovvero +5°/89°) viene regolata con un volantino che agisce su due settori dentati. La mira per il tiro diretto è effettuata con mirino in volata e piastrina graduata, mentre in elevazione si avvale di un alzo a quadrante in hm con pendolino.
Il Brixia impiega una granata da 45 mm, formata da un corpo bomba in acciaio con spoletta avvitato a un governale a quattro alette. La versione da guerra Mod. 35 pesa 480 gr., dei quali 70 costituiti dalla carica esplosiva in tritolo e binitronaftalina, e ha un raggio utile di 20 metri; è riconoscibile per il corpo bomba nero e le alette rosse. La Mod. 39 differisce per alcuni accorgimenti introdotti dopo alcuni casi di incidenti e scoppi prematuri.
Oltre al proietto esplodente erano disponibili una bomba da esercitazione con carica ridotta, riconoscibile dal corpo nero e le alette gialle; una bomba fumogena, riconoscibile dal colore nero delle alette; una bomba inerte, con zavorra in luogo della carica, spoletta finta e alette color alluminio.
Fu impiegato per la prima volta nella guerra d'Etiopia e, successivamente, nella guerra civile spagnola dal Corpo Truppe Volontarie. Di fatto divenne il principale mortaio leggero del Regio Esercito durante la seconda guerra mondiale, in servizio sia nella fanteria sia nei guastatori. Fu presto ritirato dalla prima linea in Nordafrica e in Russia, rimanendo più a lungo in servizio sui fronti balcanico, alpino e siciliano.
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