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Doppelfernrohr ASAL Carl Zeiss Nedinsco, Artillerie Reichsmarine-Kriegsmarine, 1925-1945

Doppelfernrohr ASAL Carl Zeiss Nedinsco, Artillerie Reichsmarine-Kriegsmarine, 1925-19452 (15151)4 (15166)5 (15167)6 (15168)

Unico Esemplare di Cimelio Conosciuto Superstite di Telescopio Militare, Bino-Trioculare ASAL - D.F.  Doppelfernrohr, ad inversione di prismi e revolver a tripli oculari con ingrandimenti di 35x 58x 116x (alcune di esse mancanti) e lenti obiettive da 130 mm (mancanti). La lunghezza dei tubi è 199 cm, con focale di 174 cm. Prodotto dalla Nedinsco-Systeem Carl Zeiss Jena (NEDerlandse INStrument COmpagnie) a Gravenhage, nel 1925 circa, su espressa richiesta della Reichsmarine la quale, sotto la direzione dei due ammiragli Paul Behncke e Hans Zenker, si riorganizzò come forza combattente a dispetto dei forti limiti imposti dal trattato di Versailles: i vertici militari tedeschi, già dal 1920/21, avviarono una serie di programmi segreti tendenti ad aggirare in maniera illegale le clausole imposte dagli Alleati, in particolare per quanto riguardava lo sviluppo e l'addestramento all'impiego di armamenti vietati.
Nella fattispecie della produzione ottica e tecnica, la Nedinsco (Ned-Ins-Co in Olandese Nederlandse Instrumenten Compagnie ovvero "Compagnia Olandese di Strumentazione") fu fondata nel 1921 dalla Carl Zeiss di Jena a seguito di un'acquisizione di una vecchia fabbrica in disuso, situata nella città di Venlo, in Olanda, nel 1925 la forza lavorativa di questa azienda si basava all'incirca su un centinaio di dipendenti.
Grazie ad un uomo, Franz Kaumanns, che simpatizzava con la Germania, la Carl Zeiss riuscì ad evitare le restrizioni imposte nel trattato di Versailles, nelle quali non era permesso alla Germania di produrre materiale bellico per il proprio esercito; l'articolo 168-170 infatti imponeva rigorosi controlli sulla produzione di materiale bellico e la conseguente esportazione.
Nello stesso anno la Nedinsco iniziò la produzione di Telemetri, Periscopi e lampade di segnalazione ad uso militare e nel 1921 Franz Kaumanns, quale delegato rappresentante della Carl Zeiss in Olanda, aprì la sede sociale e di rappresentanza nella città di Gravenhage per consentire la fornitura di ottiche e strumenti alle forze armati tedesche. Infatti grazie al marchio Zeiss, attestante la produzione nella città di Gravenhage in Olanda e non  nella città di Jena in Germania, gli alti comandi tedeschi riuscirono ad eludere le restrizioni imposte dal trattato di Versailles e, ad importare, seppur in modo limitato, strumentazione ottica e tecnica militare per riarmare le forze militari.
È grazie a questo astuto escamotage, il quale rispettava i dettami imposti dal trattato, che fu possibile fornire alla Reichsmarine un'ottica così prestante come questo Telescopio Asal D.F. 35x 58x 116x - 130 mm.
A suffragio dell'attenta analisi effettuata sulla documentazione del trattato di Versailles svolta dagli alti comandi tedeschi, basta pensare che, nel maggio 1925, fu impostata la prima unità della classe Möwe, una serie di grosse torpediniere d'altura comprendente dodici unità realizzate entro l'agosto 1929 per sostituire i decrepiti cacciatorpediniere dell'epoca della prima guerra mondiale, mentre tra l'aprile e l'agosto 1926 furono messi in cantiere i tre nuovi incrociatori leggeri della classe Königsberg, entrati poi in servizio alla fine degli anni 1920.
Nella realizzazione di queste unità furono rispettati i limiti qualitativi imposti dal trattato di Versailles, ma abilmente sfruttata la scappatoia offerta dal trattato navale di Washington del 6 febbraio 1922: in materia di costruzioni navali il trattato (di cui la Germania non era parte ma a cui aderirono tutte le principali potenze navali del periodo) basava il calcolo del dislocamento sulla nave "vuota", senza considerare il peso di munizioni, carburante, provviste ed equipaggio; una differenza notevole che poteva essere ben sfruttata dai progettisti tedeschi.
Questo Telescopio Doppelfernrohr Asal D.F. 35x 58x 116x fu assegnato ad un Reparto di Artiglieria Costiera della Reichsmarine. Sulla piastra oculare destra, è presente infatti la scritta "Art. Nr.X" ovvero il numero identificativo facente riferimento ad una postazione di avvistamento di una batteria d'Artiglieria Costiera Tedesca. Sulla piastra oculare sinistra, oltre al nome distintivo della Nedinsco-Systeem Carl Zeiss è presente il Marchio di Accettazione da parte della Reichsmarine consistente nella "Reichsadler". Dobbiamo ricordare che, la denominazione di Reichsmarine, fu ufficialmente assunta dalle forze navali il 23 marzo 1921 e perdurò sino al 1935 quando Adolf Hitler ne cambiò il nome in Kriegsmarine.
A fronte di ciò, con l'avvento della neonata Kriegsmarine, quest'ottica non fu deposta ma bensì continuò il suo servizio. È estremamente probabile che, data la sua rilevanza strategica militare e, a seguito di una decina di anni di impiego, fu inviata alla Carl Zeiss di Jena per essere revisionata e ripristinata: questo è deducibile in quanto è presente all'interno della cassa un documento denominato "Inhalt", riportante il marchio "Carl Zeiss Jena" ed elencante il contenuto della cassa.
A suggellare la già straordinaria storia di questo Telescopio Doppelfernrohr D.F. è la presenza di un ulteriore documento su carta intestata "Ministero della Regia Marina" apposto sulla cassa contenitore, scolorito ma ancora leggibile  oltre ad alcune scritte ancora presenti sulla cassa,  le quali attestanto il suo utilizzo da parte della Regia Marina Italiana la quale, per ottemperare alla mancanza di un sistema di avvistamento adeguato presso uno degli osservatori più importanti dei confini italiani, decise di acquistare dalla Kriegsmarine questo D.F. e destinarlo sull'Isola dell'Asinara e più precisamente al Faro di Punta Scorno dove era presente la Stazione Semaforica.
Unico esemplare militare Doppelfernrohr modello ASAL conosciuto, realizzato per la "Reichsmarine" e utilizzato successivamente dalla Kriegsmarine e dalla Regia Marina Italiana.
Straordinario Reperto Storico.
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