Logo Historica Collectibles
Italiano English Español Français Deutsch

Doppelfernrohr 7x50H Carl Zeiss (auch Signalgërat), Waterproof Oculars, Kriegsmarine, 1943

Doppelfernrohr 7x50H Carl Zeiss (auch Signalgërat), Waterproof Oculars, Kriegsmarine, 19433.jpg (9547)4.jpg (9548)7.jpg (9551)8.jpg (9552)9.jpg (9553)10.jpg (9554)11.jpg (9555)12.jpg (9556)13.jpg (9557)14.jpg (9558)15.jpg (9559)16.jpg (9560)17.jpg (9561)18.jpg (9562)19.jpg (9563)20.jpg (9564)21.jpg (9565)22.jpg (9566)23.jpg (9567)24.jpg (9568)25.jpg (9569)26.jpg (9570)27.jpg (9571)28.jpg (9572)29.jpg (9573)30.jpg (9574)

Doppelfernrohr 7x50H prodotto dalla Carl Zeiss Jena per la Kriegsmarine, nel 1943 circa.
Sulla piastra oculare sinistra è presente il marchio del produttore "Carl Zeiss Jena" e gli ingrandimenti 7x50H dove "H" sta per "Helligkeit" (Luminosità) ed indica l'elevata qualità e luminosità delle lenti, rispetto ai più comuni 7x50 anche se provvisti di trattamento.
Sulla piastra oculare destra si trova la Reichsadler con “M” posta sotto l’Aquila ed indica l’accettazione alla Marina da Guerra Tedesca, mentre la “N” Nordsee, indicava l’assegnazione del binocolo ad una nave o sommergibile in forza ad una base del mare del nord.  Questo binocolo è dotato di oculari denominati "Waterproof Oculars" (oculari resistenti agli schizzi d'acqua), ovvero degli oculari, in bachelite e alluminio, con un particolare sistema impermeabile, che permette la resistenza agli schizzi d'acqua e alle intemperie di entrare negli oculari e quindi offuscare e compromettere la visione.
I binocoli 7x50H e 8x60H erano anche usati per le postazioni da segnalazione (Deckmounted Signalgërat) presenti sui ponti delle navi della Kriegsmarine.
Ottime le condizioni di conservazione. La visuale è nitida e collimata. I meccanismi funzionano in modo corretto.

ENGLISH VERSION:
Doppelfernrohr 7x50H produced by Carl Zeiss Jena for the Kriegsmarine in 1943 approximately.
On the left ocular plate there is the brand of the producer "Carl Zeiss Jena" and 7x50H, where "H" stands for "Helligkeit" (Brightness) and indicates the high quality and brightness of the lenses, compared to the more common 7x50 even coated.
On the right ocular plate there is the Reichsadler with "M" placed under the Eagle and indicate the acceptance to the German Navy, instead the "N" Nordsee, indicated the binoculars assignment to a ship or submarine based on the north sea. The number "5616" was, in all probability, the number assignment to a specific unit. These binoculars are equipped with oculars called "Waterproof Oculars" (oculars resistant to water splashes); eyepiece of bakelite and aluminum, with a special waterproofing system, which allows the resistance to water splashes and bad weather to come in the oculars and then obfuscate and impair the vision.
Binoculars 7x50H and 8x60H were also designed to be installed on the signaling station (Deckmounted Signalgërat) present on the decks of the ships of the Kriegsmarine.
Excellent storage conditions. The view is clear and collimated. The mechanisms work properly.

La Carl Zeiss prende il nome dal suo fondatore, Carl Zeiss, che il 17 Novembre 1846 scelse come sede della sua fabbrica di apparecchi ottici di precisione la piccola città di Jena, nella Turingia. Grazie al severo controllo di qualità che Carl Zeiss impose ai suoi prodotti, arrivando personalmente a distruggere i microscopi che non passavano i test, la neonata Zeiss divenne fornitrice ufficiale dell'Università di Jena e ricevette nel 1861 la medaglia d'oro dell'esposizione industriale della Turingia come migliore strumento per la ricerca prodotto in Germania, assegnato al microscopio Stand I del 1857. Nel 1866 venne prodotto il millesimo microscopio e il nome Zeiss divenne conosciuto in tutti i circoli scientifici europei. Grazie agli studi sul prisma di Porro, nel 1893 Abbe brevettò un binocolo a doppio prisma, che accentuava la percezione della profondità.
La produzione in massa di binocoli Zeiss iniziò nel 1894, già agli inizi del Novecento ne furono realizzati più di 30.000, agli inizi della prima guerra mondiale la quota era salita a 500.000 e, alla fine della seconda guerra mondiale, furono prodotti ben 2.260.000 binocoli per il mercato civile e militare. Erano realizzati modelli a partire dal 4x11 mm al 12x40 mm, fino ad arrivare a veri giganti come l'80 mm e il 100 mm. Grazie agli studi condotti sulla percezione della luce in situazioni di scarsa luminosità, venne dimostrato che la dilatazione media della pupilla in un adulto è di circa 7 mm.
Per questo motivo fu introdotto nel 1910 il modello 7x50 mm, rimasto sul mercato fino al 1917 con poche modifiche sui materiali utilizzati. Nel 1926 in seguito alla crisi post bellica della prima guerra mondiale con il trattato di Versailles che mandò in fallimento molte e importanti aziende tedesche La Zeiss acquistò la "C.P. GOERZ" e fondò nel 1926 la Zeiss Ikon.
Nel 1937 la Zeiss aveva contatti commerciali e stabilimenti sparsi in più di 29 nazioni nel mondo. Dal '33 la Zeiss acquistò interesse da parte del regime nazista, che bilanciò la produzione verso gli strumenti militari. Produsse con successo binocoli con ottiche grandangolari per uso militare, sistemi ottici resistenti alla pressione per gli U-Boot, binocoli a periscopio per il puntamento dei carri armati. Inoltre macchine fotografiche Zeiss furono montate sulle V2 per operazioni di telerilevamento delle coste inglesi.
Il 1º Novembre 1935 la Zeiss, nella figura di Alexander Smakula, brevettò un procedimento per il trattamento dei vetri ottici dallo straordinario risultato in termini di trasmissione della luce. Rimasto segreto militare fino al 1939 fu adottato sui binocoli per ridurre le immagini fantasma e le riflessioni interne. Durante la seconda guerra mondiale, numerosi furono i bombardamenti contro le fabbriche Zeiss. Jena venne bombardata diverse volte dagli Alleati a partire dal 1944. Stoccarda venne rasa al suolo, anche se la fabbrica della Contessa-Nettel subì pochi danni. Il bombardamento di Dresda, oltre a devastare la città, provocò danni notevoli anche alla sede della Zeiss Ikon.
Il 13 Aprile 1945 le forze militari americane entrarono a Jena, sorprendendosi di come i bombardamenti non avessero provocato danni importanti. Il planetario principale era in rovina, mentre le fabbriche rimasero operative.
x Per migliorare l'esperienza di navigazione questo sito utilizza cookies, anche di terze parti e pubblicitari, clicca su "Consenti tutti" per abilitarne l'uso.
Per informazioni dettagliate sui cookie consulta la nostra informativa completa. Nega Consenti tutti