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Bombetta da Alpino Mod. 1883 da Graduato di Truppa con Libretto Personale e fotografia, circa 1883

Bombetta da Alpino Mod. 1883 da Graduato di Truppa con Libretto Personale e fotografia, circa 188337.jpg (7017)61.jpg (7041)62.jpg (7042)63.jpg (7043)64.jpg (7044)65.jpg (7045)66.jpg (7046)67.jpg (7047)68.jpg (7048)69.jpg (7049)

Bombetta da Alpino Mod. 1883, relativo libretto personale e fotografia, il tutto appartenuto a Magnetto Paolo, Graduato di Truppa del 3° Reggimento Alpino, 2° Battaglione Val Stura, 17^ Compagnia, classe 1863, del Distretto di Cuneo, arruolato il 14 Dicembre 1883, e posto in congedo il 14 Agosto 1885.

Storia della Bombetta: Il cappello per le compagnie alpine, meglio conosciuto come bombetta, fu adottato con atto n. 69 del 25 Marzo 1873 per i sottufficiali, i soldati ed i graduati di truppa ed introdotto con atto n. 86 del 10 Aprile del medesimo anno.
La prima bombetta era di feltro di color nero, con una calotta tronco conica dalla sommità sferica. La tesa era rialzata sui lati e leggermente incurvata sul davanti e sul dietro. Particolare molto importante questo per datare il copricapo in quanto successivamente (con atto n. 76 del 1878) la tesa venne ricoperta sulla parte superiore di tela cerata nera e presentava un incurvatura maggiore sia anteriormente che posteriormente.
L'altezza del cappello non variava al variare delle 8 taglie disponibili, ma cambiava la circonferenza alla base della calotta. Alla base della stessa era posta esternamente una sopra fascia di pelle verniciata di nero dell'altezza di 45mm. Anche l'estremità della tesa era bordata di pelle nera.
L'imbottitura della bombetta era di alluda di marocchino nero, frastagliata in 9 punte che venivano chiuse alla sommità con un cordoncino di cuoio passato nelle stesse. Due spacchi posti lateralmente all'imbottitura permettevano il passaggio del soggolo di cuoio nero che veniva fissato alla sommità della cupola tramite un passante pure di cuoio. Il soggolo era chiuso tramite una fibbia in metallo nero e passante.
Sul lato sinistro dove normalmente si trovava la nappina, era posta una coccarda tricolore di lana del diametro di 5 cm recante, cucito nel centro, un bottone di alpaca bianco con croce sabauda in rilievo. Dallo stesso lato era cucita a forma di V rovesciata una trecciola di lanetta rossa che formava un angolo leggermente ottuso che dalla sopra fascia di pelle nera arrivava a 3/4 dell'altezza del copricapo. Al di sotto di tale trecciola erano cuciti, sempre a V rovesciata i gradi per la truppa. Poco più in alto e più spostato sul davanti, su entrambi lati, era posto un foro contornato da un occhiello in metallo verniciato di nero che permetteva l'areazione della bombetta. Naturalmente non poteva mancare la penna che era di corvo, alta circa 14 cm. Era infilata dietro la coccarda in un apposita taschetta di pelle nera.
Nel 1880 scompare la coccarda tricolore dal lato sinistro per lasciare il posto alla nappina in lana rossa con tondo nero e nel centro il numero della compagnia ricamato in filo bianco. La coccarda tricolore prende posto sotto il nuovo fregio introdotto con atto n. 158 del 17 Novembre 1880 ed era composto da un serto di fronde di quercia e di alloro che ne compongono la base. Su questo sono appoggiati due fucili incrociati muniti di baionetta, un piccone ed un'ascia parzialmente coperti da una grande cornetta recante nel centro il tondino molto bombato completo di numero del battaglione. Tutto questo è sormontato dall'aquila coronata, con ali semi spiegate e scudo sabaudo sul petto.
Per il fregio da truppa il numero del Battaglione o del Reggimento veniva stampato e verniciato di nero sul dischetto bombato e fissato all'interno della cornetta tramite due alette posteriori che si infilavano in una fessura orizzontale della cornetta.
Gli ufficiali avevano, invece, il numero traforato direttamente sul fregio e veniva applicato un pezzo di cuoio nero sul retro per renderlo più visibile.
Il fregio descritto presenta, con il passare del tempo, piccole differenze che aiutano a datarlo.
Nel 1882 nascono i reggimenti alpini. Scompare la nappina in lana rossa con numero della compagnia e fanno la loro comparsa le nappine colorate:
Bianca per il 1° Battaglione;
Rossa per il 2° Battaglione;
Verde per il 3° Battaglione;
Blu per il 4° Battaglione; 
La nappina di lana gialla distingueva i sottufficiali di Stato Maggiore di Reggimento e Deposito. Il fregio cambia ed il numero nel tondo del fregio e' quello del reggimento. Non abbiamo notizie precise sull'anno di introduzione del nuovo e ultimo tipo di fregio per bombetta. Possiamo dire per certo che dal 1891 in alcune foto appaiono alcuni alpini che si fregiano di tale vessillo.
Nell'estate 1883 l'uniforme venne caratterizzata dal colore distintivo rispetto agli altri corpi, il verde, colore che due anni più tardi venne esteso a tutte le mostreggiature e le rifiniture della divisa: vennero infatti adottate le “fiamme verdi” con la stelletta, meglio note come mostrine, per identificare gli alpini.
L'elemento caratterizzante del corpo era però sin dal 1873 il cappello alla "calabrese" con la penna nera, ornato con fregio rappresentante un'aquila ad ali spiegate sormontata da una corona reale. E’ la famosa uniforme con la bombetta nera, indossata fino al 1909.

Il 3° Reggimento Alpino fu costituito a Fossano il 1° Novembre 1882, al comando del Colonnello Leone Pelloux e con i battaglioni Val Stura (cp 16-17-18-19) , Val Maira (cp 20-21-22-23) e Monti Lessini (cp 56-57-58) si costituì il 3° Reggimento Alpini.
Il 19 Agosto 1883 si sviluppa un furioso incendio a Bersezio (CN), intervengono per lo spegnimento le cp 16 e 19 del btg Val Stura salvando il paese dalla distruzione. Il btg verrà insignito della medaglia di bronzo al valor civile, la prima di una lunga serie di decorazioni concesse ai reparti alpini. Nel 1885 la sua sede fu Savigliano e nel 1887 Torino presso la caserma detta del Rubatto. Il 1° Aprile 1885 cede al 2° alpini i btg Val Stura e Val Maira ed al 6° alpini il btg Monti Lessini, ricevendo dal 4° alpini il btg Val Chisone (cp 28-29-30-31) e dal 5° alpini i btg Val Dora (cp 32-33-34) e Moncenisio (cp 35-36-37). Nel 1886 i battaglioni dipendenti prendono nome di "Fenestrelle" (cp 28-29-30-37), "Susa I" (cp 31-32-33) e "Susa II" (cp 34-35-36). Nel 1888, il battaglione "Susa II" viene posto alle dipendenze del 4° Reggimento Alpini che contestualmente cede il btg Pinerolo (cp 24-25-26-27). Nel 1889, il Susa I diventa Exiless. Dal 1908 il Susa II ritorna alle dipendenze del 3° Reggimento Alpini che inquadra i battaglioni permanenti: Pinerolo (nappina bianca), Fenestrelle (nappina rossa), Exilles (nappina verde), Susa (nappina blu). Alcune compagnie del Btg Fenestrelle parteciparono nel 1896 alla Campagna d'Eritrea, inquadrate nel II Btg Alpino. Nel 1912 -13 i btg Fenestrelle e Susa parteciparono alla Campagnia di Libia distinguendosi nelle battaglie di Tebedut e Assaba. Il Susa fu inquadrato nel "reggimento alpini speciale" al comando del Col. Cantore. All'entrata in guerra contro l'Austria, nel 1915, risultava composto dai 4 battaglioni permanenti e dai 4 battaglioni di Milizia Territoriale: Val Pellice (cp 224-225-226), Val Chisone (cp 228-229-230), Val Dora (cp 231-232-233), Val Cenischia (cp 234-235-236). Il 16 Giugno 1915 i reparti del Reggimento conquistarono con un'azione passata alla storia il Monte Nero. A fine 1915 si costituirono i battaglioni di Milizia Mobile: Monte Granero(cp 82-125-126), Monte Albergian (cp 83-127-128), Monte Assietta (cp 84-129-130), Moncenisio (cp 85-102-131). Il 6 Luglio 1917 con le compagnie del disciolto VII btg sciatori viene costituito il btg Courmayeur (cp 303-304-305). Combattè sulle Tofane, in Carnia, sulla Bainsizza, sul Grappa.
Terminata la guerra, il reggimento rientrò nella caserma che nel frattempo venne ridenominata "Monte Nero".
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